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Nessuna euforia dopo l’ok allo swap greco: lo spread prima scende sotto i 290 punti, poi risale

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L’accordo tra Atene e i suoi creditori privati, che porterà ad un sostanziale abbattimento del debito greco, si è riflesso soprattutto sul mercato obbligazionario mentre sulle Borse europee ha prevalso la cautela, con Milano in calo di oltre l’1% e le altre Piazze continentali in moderato rialzo . Il “termometro della crisi”, l’ormai famoso spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco, questa mattina ha innestato la retromarcia scendendo sotto i 290 punti base per poi risalire nel pomeriggio sopra quota 300. Il rendimento del bond decennale italiano, che solamente quattro mesi fa viaggiava pericolosamente sopra il 7%, è sceso fino al 4,7%, livello che non si vedeva dallo scorso giugno. Riagganciata e superata la Spagna nel derby del Mediterraneo, sembra ormai un ricordo lontano il 9 novembre scorso, quando lo spread tocco in giornata il record di 575 punti base arrivando a chiudere a 552 punti.   

Secondo alcune stime pubblicate negli ultimi giorni sulla stampa, grazie ai minori interessi sul debito lo Stato risparmierà 55 miliardi di euro in tre anni con un recupero del Pil pari al 2,7 per cento. Del resto basta ricordare anche l’andamento dei titoli con scadenze brevi: lo scorso novembre il Tesoro aveva venduto Bot a sei mesi, indicatori del rischio-Paese nel breve periodo, con cedola al 6,5% mentre ad inizio marzo gli stessi titoli semestrali sono stati collocati all’1,2%, i livelli più bassi degli ultimi 17 mesi. Un calo favorito anche dalle in iniezioni di liquidità con cui la Bce ha inondato il sistema bancario europeo. Liquidità che gli istituti di credito hanno in parte riversato nelle aste pubbliche.

La discesa sotto la soglia dei 300 punti base è stata senz’altro favorita dall’evoluzione della crisi greca. Il governo di Atene ha reso noto questa mattina che le adesioni degli investitori privati al piano di ristrutturazione del debito sono state pari all’85,8%. Nel pomeriggio, a pochi minuti dalla chiusura dei mercati europei, Bloomberg ha diffuso l’indiscrezione secondo cui Atene avrebbe deciso di applicare le clausole di azione collettiva (Cac) che costringerebbero ad aderire all’accordo anche chi non lo ha fatto entro il termine di ieri sera. Con le Cac il tasso di adesione salirebbe al 95,7%. Prosegue intanto il vertice dell’Isda, l’associazione che regolamenta derivati e swap, chiamata a valutare se sussiste o meno un credit event alla luce del risultato dello swap sul debito annunciato oggi. Il credit event farebbe scattare le clausole di pagamento dei Cds sottoscritti a copertura del credito greco.