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Il neo ad Ghizzoni detta la sua agenda, il rebus del dg verrà sciolto nelle prossime settimane

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Nel segno della continuità si apre l’era post Profumo. Il nuovo amministratore dell’Unicredit, di cui è stato kingmaker il vicepresidente della Crt Torino Fabrizio Palenzona, Federico Ghizzoni, continuerà laddove Mister Arrogance ha dettato la strada. Punterà a cesellare l’opera compiuta nelle terre Oltrecortina, in quell’Europa Centro Orientale, i cui utili operativi hanno raggiunto nel 2009 metà del totale del gruppo.


Le linee guida tracciate dal neo ceo all’indomani della sua nomina prevedono, infatti, di continuare a crescere, consolidando la presenza del gruppo nei Paesi maggiori dell’area CEE, in cui la banca ha raggiunto la presenza maggiore, come la Polonia, la Turchia, la Russia, e nei paesi dell’Europa centrale, come la Repubblica Ceca, dove l’istituto è già leader. In altri verrà ridisegnata la presenza in cui il gruppo “non è tra le prime tre o quattro banche”.

In queste aree, ha spiegato, “cercheremo la leadership in alcuni business”. Indicazioni che hanno avuto il beneplacito del presidente Rampl. “La sua nomina ad amministratore delegato – ha spiegato Rampl – sottolinea il nostro impegno verso i mercati dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, una regione con un forte potenziale di crescita. Grazie alla sua vasta esperienza internazionale, Ghizzoni è nella condizione migliore per guidare UniCredit in un contesto economico e finanziario complesso, avviato a diventare sempre più globalizzato”.


In Italia la sfida passa invece attraverso una maggiore vicinanza di Unicredit ai territori. “Vogliamo essere percepiti come una banca locale nei maggiori Paesi: dobbiamo essere molto più vicini ai clienti di quanto lo siamo stati fino a oggi”, ha spiegato Ghizzoni. Per farlo il nuovo ad dovrà mettere a punto una squadra di uomini fidati. E l’imminente nomina del direttore generale rientra in quest’ottica. Colmare la casella di dg nell’organigramma di Unicredit sarebbe una questione di settimane.


Già da lunedì prossimo dietro le quinte di Piazza Cordusio inizieranno le consultazioni all’interno della banca. Resta ancora da capire se l’orientamento sia per uno o due dg. Se dovesse passare la seconda ipotesi Robetro Nicastro alla guida delle attività retail del gruppo e indicato come possibile candidato all’incarico potrebbe anche decidere di non accettare. Uno strappo che secondo alcune fonti finanziarie contattate da questa testata potrebbe essere seguito a breve distanza da Sergio Ermotti, deputy ceo di Unicredit e responsabile CIB & PB Strategic Business Area.


Il dopo Profumo assume ogni giorno che passa un affaire di gestione tutt’altro che semplice. Il rebus della governance resta in pugno a Rampl. Le sue ottime doti diplomatiche hanno ridisegnato nell’arco di nove giorni il volto della prima banca d’Italia. L’obiettivo del presidente di Unicredit e Ghizzoni è quello preservare la squadra di manager, ma è un’impresa ardua. Che potrebbe portare a nuove divisioni.