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Nelle prossime settimane assisterem​o a un intervento sui mercati senza precedenti​. E’ la profezia di un gestore di Henderson

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Cinture di sicurezza ben allacciate: il momento di un intervento senza precedenti sui mercati è vicino. Lo predice Tim Stevenson, gestore di Henderson Global Investors, in una nota raccolta da Finanza.com e di cui riportiamo di seguito alcuni stralci.


 

La Grecia uscirà? La mia opinione è che ora è molto più probabile rispetto a quanto lo fosse prima delle elezioni. Molto semplicemente, se i greci votano per eleggere un leader che intende ignorare i patti siglati con il Fondo Monetario Internazionale e con l’Unione Europea lo scorso anno, allora la Grecia sarà obbligata a uscire. 

Come farà a uscire la Grecia se non c’è alcuna procedura d’uscita? E quale sarebbe l’impatto? Bene – si può fare, ma è difficile e sarebbe un colpo duro per le economie dell’area Euro. L’impatto è stimato da alcuni nell’ordine del 3% del PIL dei paesi membri dell’Unione (ma, più interessante, porterà a un sospiro di sollievo più avanti?). Una mossa di questo tipo richiederebbe poi un importante passo avanti nell’integrazione europea: pensare a garanzie per i depositi bancari in tutta Europa (esclusa la Grecia), che la BCE tagli nuovamente i tassi, nuovi programmi di stimolo, e – fondamentale – la fine reale dell’Indipendenza Fiscale con l’adesione di tutti i paesi a un chiaro “Manuale di Gestione di un’Economia Moderna”. Ritengo che gli Eurobond emessi dai paesi membri potrebbero diventare la norma.

E’ possibile che la Grecia rimanga? Credo che tutte le parti lo preferirebbero, anche se non sono pronte a sprecare ancora il loro denaro: forse i debiti greci potrebbero essere ancora estinti (riducendo drasticamente gli interessi) mentre si spera che la Troika (Comunità Europea, BCE e Fondo Monetario) rilasci un mandato all’Interpol per cercare chi ha venduto cosa a chi e perché, tanto da creare quella grande bugia che ha permesso ai greci di non rispettare le regole. Potrebbe benissimo esistere una coalizione in cui sono coinvolti i principali partiti nazionali, Pasok o Nuova Democrazia.

 
Che cosa accadrà ai mercati?

Ritengo che nelle prossime settimane assisteremo a un intervento sui mercati senza precedenti, probabilmente dopo le elezioni parlamentari francesi e le elezioni in Grecia (17 giugno). La crisi attuale sta man mano diventando grave quanto quella di fine 2008, e il grande potere detonatore a disposizione dei governi (lo stimolo fiscale) e delle banche centrali (stimolo monetario) è fatto di un insieme di batterie che sembrano essere quasi esaurite. Anche se, forse, un accordo per seguire il “Manuale di Gestione di un’Economia Moderna” per un periodo di 10 anni anziché di 5, insieme a una Germania che accettasse di mettere la maggiore azione di supporto dietro lo stimolo alla crescita, tutto potrebbe combinarsi per ristabilire una parvenza di fiducia nei mercati azionari. Ricordiamo che nessuno si aspettava la LTRO – e avrebbero potuto essere adottate misure monetarie più creative. Lo stesso non può valere per i mercati obbligazionari, o per l’Euro. Occorre che la moneta unica si indebolisca ancora, e i rendimenti obbligazionari cresceranno con l’attenuarsi del flight to safety. Bisogna ricordare che il peso dell’azionario è sceso ai suoi minimi storici, mentre i bund tedeschi a 10 anni scambiano con un rendimento dell’1,4%. Per ottenere ritorni di capitali in un contesto di questo tipo occorre fare delle previsioni molto pessimistiche sull’economia globale.  

Tim Stevenson è gestore del Fondo Henderson Global Investors Pan European Equity