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Nel 2013 i fallimenti delle PMI lombarde fanno segnare un +18%

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Contrazione del fatturato, insostenibile costo del lavoro, stretta creditizia, ritardo dei pagamenti. Queste le cause principali dell’elevato incremento dei fallimenti delle piccole e medie imprese registrato da CONFAPI INDUSTRIA nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia, Bergamo e Cremona.

Secondo la fotografia scattata dall’Ufficio Studi dell’associazione delle PMI manifatturiere e di servizio alla produzione, nell’ultimo anno si è, infatti, assistito a una crescita dell’18% dei fallimenti. Un incremento che si va ad aggiungere all’aumento delle procedure fallimentari al quale si è assistito negli ultimi anni. Un tracollo che ha colpito omogeneamente le PMI di tutti i settori, in particolari quelli trainanti. Il 14% dei fallimenti ha interessato le società di capitali.
“Non ci sarà ripresa – ha spiegato Paolo Galassi, presidente di CONFAPI INDUSTRIA – se non si mettono in campo azioni concrete a favore dell’industria. Senza una consistente defiscalizzazione del costo del lavoro, una puntuale legislazione in materia di fallimenti e concordati e lo snellimento della burocrazia, la percentuale dei fallimenti delle PMI sarà costretta ad aumentare. Il colpo di grazia lo stanno dando anche i ritardi dei pagamenti della P.A. e il credit crunch. Insomma alle difficoltà che ogni imprenditore vive quotidianamente legate al mercato e alla concorrenza, si sommano le inefficienze di un sistema ostile all’industria, quella stessa industria che ha fatto grande il Made in Italy nel mondo. È tempo che il Governo e l’Unione Europea agiscano”.