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Natixis: Treulet, a fine estate le Borse riprenderanno il trend positivo

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L’S&P/Mib40, l’indice di riferimento della Borsa milanese, nella seconda parte del mese di maggio, a dispetto del tipico detto di Borsa “sell in may and go away” (“vendi a maggio ed esci dal mercato”), ha messo a segno il suo nuovo record di sempre, portandosi in chiusura della sessione del 18 maggio a quota 44.364 punti, al di sopra dell’importante barriera situata a quota 44 mila punti. La prima metà del mese di giugno è invece stata inaugurata all’insegna del rosso, con l’S&P/Mib40 che è anche ridisceso sotto la soglia dei 42 mila punti. L’indice a stelle strisce, Dow Jones industrial average, si è invece concesso qualche giorno in più per mettere a segno il nuovo record storico e il 4 giugno ha pensato bene di chiudere le contrattazioni a quota 13.676 punti, salvo poi ritracciare negli ultimi giorni di Borsa sino a oggi. Con questo primo abbozzo di correzione sui mercati azionari, è lecito interrogarsi su dove andranno i listini equity da qui a fine anno: dopo una pausa di riflessione si porteranno sui nuovi massimi oppure continueranno a muoversi al ribasso per archiviare il 2007 con un bilancio in rosso?

 

Secondo Vincent Treulet, Head Equity Strategist di Natixis, quella in atto dovrebbe essere una correzione per lo più momentanea: “Credo che le Borse occidentali necessitassero della correzione che stanno vivendo al momento. Manteniamo un atteggiamento rialzista sugli indici azionari fino alla fine del 2007 e nel 2008, in particolare in Europa, anche se le quotazioni dei titoli sono cresciute troppo velocemente dal marzo 2007”. A opinione di Treulet ciò è stato determinato sia da una significativa riduzione dell’avversione al rischio (arbitraggi tra bond e titoli hanno contribuito all’aumento dei tassi d’interesse), sia da un flusso di notizie societarie estremamente positivo. “Il flusso di notizie – spiega lo strategist di Natixis a Finanza.com – dovrebbe perdere intensità nel corso delle prossime settimane (le trimestrali sono finite, le operazioni di M&A tendono a rallentare durante l’estate) e, dal momento che il mercato dei bond appare oggi più attraente, l’ipotesi di un’inversione del trend appare giustificata. Ma la correzione dovrebbe durare poco e prevediamo una ripresa del trend positivo alla fine dell’estate”.

 

E la Cina, considerate le decise virate al ribasso dell’equity di qualche giorno fa, potrebbe in qualche modo offuscare il quadro? Per Treulet il mercato azionario cinese appare al momento molto sopravvalutato, in particolare rispetto agli altri mercati del mondo. La cosa si può facilmente comprendere dal fatto che esiste un forte squilibrio tra la quantità di asset quotati e i flussi di capitale che vorrebbero acquistare questi asset. “Non siamo particolarmente preoccupati nel breve periodo – afferma l’esperto di mercato – dal momento che i flussi di investimento non dovrebbero decelerare e che la dimensione di questo mercato non dovrebbe raggiungere livelli esagerati. Tuttavia una correzione appare necessaria nel medio termine”.

 

A movimentare i mercati azionari internazionali negli ultimi mesi hanno contribuito in misura rilevante anche le operazioni di M&A, che, secondo gli esperti del gruppo bancario francese, dovrebbe continuare a dare linfa ai listini, salvo una piccola pausa estiva. “Le operazioni di M&A – ritiene l’Head Equity Strategist di Natixis – dovrebbero continuare a vivere una fase frenetica nel corso dell’anno, anche se è prevedibile una lieve decelerazione durante l’estate. Prima di tutto, l’accelerazione delle operazioni di M&A riflette l’assenza di correlazione tra il costo del credito e la valutazione delle società quotate: società e fondi di private equity realizzano un arbitraggio finanziario nel momento in cui fanno acquisizioni leveraged. Fino a quando il mercato dei crediti disporrà di un elevato livello di liquidità, e sappiamo che questo continuerà per almeno 12-18 mesi, e gli asset scambiati in Borsa saranno negoziati a sconto rispetto agli asset non quotati, le operazioni di M&A continueranno a essere frequenti. Al culmine del fenomeno e sulla scia dei flussi di investimento in essere, le compagnie europee stanno iniziando a rivedere il livello di indebitamento all’interno dei bilanci e i private equity dovrebbero continuare a svolgere il ruolo di acquirenti almeno fino al 2009”. Lo strategist della banca d’oltralpe si dice convinto che non abbiano ancora avuto luogo le operazioni di fusioni e acquisizioni più significative e costose: “Tutti i settori potrebbero essere coinvolti, ma quelli che secondo noi sono già oggi in grado di offrire le più significative potenzialità di crescita nel mercato M&A sono le banche, il settore dei beni di lusso, i servizi IT e le società specializzate nella fornitura di servizi e supporti tecnici nel comparto petrolifero”.

 

E alla luce di queste considerazioni su quali cavalli dell’ippodromo di Borsa bisognerebbe puntare? “La contrapposizione tra azioni ‘growth’ e ‘value’ – spiega Treulet – ha perso interesse nel corso degli ultimi due anni. In questo momento puntiamo sulle banche, un settore che negli ultimi mesi è tornato su livelli di valutazione relativamente ragionevoli e che offre buone opportunità di crescita con l’accelerazione del processo di consolidamento europeo. In termini di titoli bancari, puntiamo su titoli consolidati come Commerzbank o Monte dei Paschi di Siena, ma ci piace anche Bnp Paribas. Siamo poi interessati al settore farmaceutico, che appare eccessivamente conveniente e che può rappresentare un ottimo paracadute fino alla fine del processo di consolidamento. Ecco perché il nostro portafoglio ospita i gruppi svizzeri Roche e Novartis”.