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Nasdaq, le opportunità non arrivano solo dai big

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Le mitiche azioni FANG (cioè Facebook, Amazon, Netflix, Google), che rappresentano una buona parte della capitalizzazione del Nasdaq100, hanno registrato un rendimento formidabile nel 2015 contribuendo in maniera massiccia alla performance dell’indice. Quest’anno, con il Nasdaq che ha ceduto il 12,5% in soli tre mesi, le Fab Four hanno restituito buona parte del rendimento nel solo mese di gennaio, non per via dei fondamentali – che hanno comunque mancato le aspettative – ma a causa di un cambiamento del sentiment di mercato dovuto a fattori macroeconomici.
Netflix: una delusione?
Netflix è un esempio perfetto degli effetti del nuovo sentiment: sulla base di un rapporto molto elevato di P/E (price earning), un cambiamento nell’avversione al rischio degli investitori si è tradotto in una performance del -20% a gennaio. La società infatti ha l’ambizione di diventare il primo network globale di Internet TV e, ora che ha raggiunto più di 190 Paesi, è sulla buona strada per realizzare il suo programma. “Mentre i fondamentali mostrano un grande appeal, il titolo scambia a livelli di valutazione che implicano decadi di crescita profittevole a venire”, spiega Christophe Nagy, gestore del Comgest Growth America. Che aggiunge: “Non abbiamo però una visibilità sufficiente sul rapido cambiamento del segmento globale del video e ci fidiamo molto di più della nostra abilità nel capire quale potrà essere il futuro del business di Amazon, un altro titolo che vola alto”. In altre parole: Netflix fa certamente felici i suoi clienti, ma il titolo potrebbe deludere gli investitori.
Il fascino intramontabile di Apple
Quanto a Apple, che nell’ultimo trimestre ha registrato una crescita dei ricavi dell’8% a cambi costanti, Nagy si dichiara sorpreso dalla convinzione corrente che l’azienda sia proiettata verso il dimenticatoio. Eppure, questo è esattamente ciò che prezza il mercato, con un enterprise value dell’azione pari a solo 6 volte il free cash flow della stessa, una valutazione vista solamente per quei titoli il cui business si trova in un trend di declino irreversibile. “Apple – spiega Nagy – non crescerà più agli stessi ritmi registrati nell’ultimo decennio in quanto l’iPhone, che rappresenta l’80% dell’utile lordo, non può crescere alla stessa maniera: ma non deve neanche farlo perché l’azione possa continuare a essere considerata un buon buy a questi livelli”. Secondo il gestore la domanda costante di questo prodotto continua a essere sostenuta, e il ciclo di sostituzione rimane al punto giusto. “Questa è una base eccellente di flusso di cassa per la società, che può quindi cercare di far crescere i suoi ulteriori business in qualcosa che possa catalizzare la crescita per l’intero gruppo, seppure con livelli modesti”, spiega ancora Nagy. In altre parole: non datevi per vinti su Apple, potrebbe ancora stupire.
Le opportunità tra Microsoft e Tyler
Secondo il team di Comgest, inoltre, ci sono molte società del Nasdaq100 che possono generare rendimenti ricorrenti. Una di queste è Microsoft, che ha attuato con successo una transizione delle proprie attività lontane dalla pesante dipendenza da Windows per un cloud di servizi più diversificato e al servizio delle imprese più digitalizzate. “Sono molto impressionati dal ceo Satya Nadella e dai cambiamenti che ha attuato all’interno della società, che hanno permesso a Microsoft di diventare più agile e di competere meglio fuori dai suoi tradizionali punti di forza“, commenta Nagy. Un’altra società interessante è Tyler Technologies, che offre pacchetti software completi ai comuni. “Questo mercato prevede relazioni a lungo termine, alti costi di commutazione e pricing power, una combinazione che porta a un flusso di entrate prevedibile e ricorrente – è il parere di Nagy. Conclusione: Tyler può spendere di più in ricerca e sviluppo rispetto ai competitor e aumentare la differenziazione dei suoi prodotti, accrescendo il gap con gli altri operatori nel tempo.