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Nasdaq 100, in atto una distribuzione?

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Mentre le Borse del Vecchio Continente, specie quelle dei Paesi periferici dell’Eurozona, vedono la prevalenza delle vendite, negli ultimi giorni il Nasdaq 100 ha inanellato una serie di rialzi in grado di portare il paniere sui massimi del 2011. I valori di chiusura di ieri, a 2.429,45 punti, non venivano toccati dalla prima settimana di febbraio del 2001. Quella che appare una fase rialzista conclamata potrebbe tuttavia celare una distruzione sui massimi. In quest’ottica si inseriscono alcune considerazioni di carattere tecnico. Se è vero che il trittico di sedute del 22,25 e 26 luglio è stato caratterizzato dalla chiusura sopra le resistenze statiche comprese tra i 2.415 e i 2.419 punti, massimi di fine aprile, prima metà di maggio e del 7 luglio, è altresì vero che il movimento ribassista che ha caratterizzato le quotazioni dell’indice a cavallo tra l’11 maggio e il 16 giugno ha portato alla violazione della trendline ascendente che ne sosteneva le quotazioni dai minimi del 16 marzo. L’allungo in atto potrebbe quindi rappresentare il secondo pull back profondo di detta violazione. Già lo scorso 7 luglio il top intraday a 2.418,99 punti le resistenze dinamiche della trend avevano svolto egregiamente il proprio lavoro, favorendo il successivo ritracciamento ribassista di breve. Questa evidenza spinge quindi verso la possibilità di implementare una strategia short di medio periodo in caso di nuovi allunghi in prossimità dell’area di transito della trend menzionata sopra. In base a tali considerazioni, il livello ove è possibile entrare in vendita è a 2.453 punti, ossia l’area di transito della trend menzionata in precedenza. Con stop che scatterebbe a 2.500 punti, il primo target è a 2.320 punti mentre il secondo è a 2.200 punti.