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Napolitano: basta tatticismi, è il momento di governare. Il governissimo piace anche ai mercati

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“Non autoassolvetevi”. Con queste parole Giorgio Napolitano ha sferzato il parlamento che lo ha eletto Capo dello Stato per la seconda volta consecutiva. Il sistema politico è colpevole, ha detto il Presidente, perché alla richiesta di rinnovamento in arrivo dal Paese, “non sono state date soluzioni soddisfacenti: hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi”.

Il nuovo settennato metterà fortemente alla prova la capacità di resistenza del presidente che, alla fine del mandato, avrà la bellezza di 95 anni. “Non prevedevo di tornare in quest’aula”, ha detto nel corso del suo intervento ma “bisognava offrire al mondo un’immagine di fiducia e di coesione nazionale”. In questo contesto, Napolitano ha lanciato un chiaro avvertimento agli schieramenti politici: “se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al Paese”.

In arrivo governo di larghe intese
È il momento di un governo di larghe intese, basato sull’accordo “tra forze diverse” alla luce “dei risultati elettorali, piacciano oppur no”. “La condizione è una sola: fare i conti con la realtà delle forze in campo nel Parlamento, sapendo quali prove aspettano il governo e quali sono le esigenze e l’interesse generale del paese”.

La conferma di Napolitano oggi è stata salutata con ottimismo dagli operatori poiché, secondo la maggior parte degli analisti, rimuove il rischio di elezioni nel breve termine e aumenta le possibilità di un governissimo, un governo di grande coalizione sulla falsa riga dell’esecutivo Monti. Il sentiment del mercato è ben testimoniato dall’andamento dello spread con i titoli tedeschi, sceso oggi di quasi 4 punti percentuali in quota 285, e dal +1,66% registrato dal Ftse Mib.

Nel suo “base case” Goldman Sachs prevede che “Napolitano nominerà un Governo istituzionale per portare a termine una serie di riforme, prima tra tutte la modifica dell’attuale legge elettorale”. Il nuovo esecutivo, secondo Goldman, potrebbe spingere lo spread in area 275 punti base. In pole position per guidare il governo di larghe intese ci sarebbe Giuliano Amato, già premier nel 1992-93 e nel 2000-01. Il rischio maggiore, per Goldman, è rappresentato da un ritorno alle urne.

È dello stesso avviso anche il Credit Suisse, secondo cui la rielezione di Napolitano “dovrebbe favorire, nei prossimi giorni, la formazione di un governo di larghe intese”. Uno scenario alternativo, “incluse nuove elezioni in estate, non può però essere escluso”.

“Questa rielezione apre la strada a un governo di grande coalizione con tutti i partiti tradizionali”, ha detto Luciano Jannelli, Chief Economist di Mig Bank. “Al nuovo governo avrà il compito di implementare le riforme più urgenti e di tranquillizzare i mercati”. “Resta da vedere se il nuovo governo sarà in grado di mettere in campo misure di lungo termine in grado di tirare il paese fuori di due decenni di stagnazione”.