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Mutui: quarantenne e con lavoro a tempo indeterminato. Ecco il profilo dei mutuatari

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E’ italiano, quasi quarantenne e con un lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questo il profilo in Italia di chi richiede e ottiene il mutuo. Secondo l’analisi effettuata dall’ufficio studi di Tecnocasa, vengono finanziati principalmente cittadini italiani, infatti l’85,4% dei mutui è stato erogato a persone di origine italiana. Poco più del 10% è rappresentato da cittadini di altri Paesi del Vecchio Continente e il 3,9% da immigrati extra-europei, ma entrambe le percentuali sono in aumento rispetto al secondo semestre 2014. Dai dati raccolti si evince che la maggior parte degli stranieri non europei proviene dall’America Centro-Meridionale, seguiti dagli asiatici e dagli africani. Tuttavia la tendenza cambia nelle diverse parti d’Italia. Gli istituti di credito tendono infatti a finanziare i cittadini non italiani maggiormente nel Nord. In particolare emerge la quota di stranieri finanziati nel Nord-Est, che rappresentano un terzo del totale della macroarea.
L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nel secondo semestre 2015 è 39,1 anni. L’analisi per fasce d’età mostra come sia la popolazione più giovane a fare un maggior ricorso al mutuo e, in generale, la percentuale decresce con l’aumentare dell’età. C’è una leggera preponderanza degli under 35 rispetto ai 35-44enni: la prima fascia incide per il 37,1%, quella più grande pesa invece il 36,5%. Ma anche in questo caso si notano alcune differenze geografiche. Con il 41% circa, il Nord Italia ha la quota più alta di under 35 tra tutte le macroaree, mentre le Isole si caratterizzano per una percentuale più alta delle classi di età medio-alte. Le aree nelle quali si accede al finanziamento in età più avanzata sono tendenzialmente quelle centro-meridionali, dove si superano i 40 anni.
Un ulteriore indice analizzato è quello relativo alla professione del mutuatario, da cui emerge che la sicurezza economica è tra gli elementi fondamentali richiesti dagli istituti di credito per erogare un finanziamento. Tale caratteristica identifica l’89,3% del campione (dipendenti a tempo indeterminato e pensionati), a fronte del 7,4% di chi ha un contratto di lavoro flessibile (liberi professionisti/lavoratori autonomi e titolari d’azienda). I lavoratori a tempo determinato, invece, pesano per il 2,2%.