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Mutui, le penali sono ridimensionate

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I mutui italiani sotto i riflettori. Dopo un lungo tira e molla durato più di due mesi, la riunione tra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori si è conclusa con l’accordo sulla determinazione del livello delle misure massime per l’estinzione dei mutui in essere, come previsto dalla decreto Bersani sulle liberalizzazioni recentemente approvato. Un’intesa che ha interessato circa 3,5 milioni di mutui accesi tramite banche e altri soggetti che offrono mutui, anche se coloro che effettivamente ricorrono all’estinzione anticipata sono una minoranza.


Qualcosa è cambiato, dunque, ma cosa prevede l’accordo? I cambiamenti coinvolgono i mutui stipulati prima del 1° gennaio 2001: sono questi quelli che possono essere maggiormente interessati da una possibile estinzione anticipata, poiché i tassi d’interesse praticati sono ancora all’8%. Nello specifico, l’accordo – come si legge nel comunicato dell’Adusbef – prevede per tutti questi mutui siano essi a tasso fisso, variabile o misto che la nuova penalità massima non possa più superare lo 0,50%. Inoltre, nel caso in cui il mutuo sia prossimo alla scadenza per il terz’ultimo anno la penalità scende allo 0,20 e per gli ultimi due anni non è prevista alcuna penalità.
Si prospetta anche una clausola di salvaguardia che prevede per quei casi che già oggi sono al di sotto dello 0,50% una riduzione comunque dello 0,20% nel caso di tasso fisso e zero nel caso di mutuo a tasso variabile.

Per quanto riguarda i mutui stipulati dopo il 1° gennaio 2001 sia a tasso variabile sia quelli a tasso misto resta lo 0,50%-0,20% e 0% per gli ultimi due anni, così come permane la clausola di salvaguardia.
Per i mutui a tasso fisso la penalità viene ridotta all’1,90% nel caso in cui l’estinzione anticipata avvenga nella prima metà di durata del mutuo, che scende all’1,50% per la seconda metà del mutuo. Anche per questi nel terz’ultimo anno la penalità scende allo 0,20% ed è a costo zero per gli ultimi due anni.
Per i soli mutui a tasso fisso accesi dopo il 2000 con una penale pari o superiore all’1,25% la clausola di salvaguardia è dello 0,25%. Per i mutui con penale inferiore all’1,25% la clausola di salvaguardia è dello 0,15% come per tutti i mutui a tasso variabile. Per essere più espliciti: nel caso in cui il contratto di mutuo fosse già all’1,90% viene applicata comunque una riduzione dello 0,25%. Pertanto la penale sarà dell’1,65%.


Una soddisfazione corale ha accompagnato l’accordo. E’ un risultato importante del negoziato, che abbatte in modo considerevole le attuali penali per coloro che intendono chiedere l’estinzione anticipata del mutuo. È questo il commento a caldo di Paolo Landi, segretario di Adiconsum. Parole di compiacimento sono giunte anche da Corrado Faissola, presidente dell’Abi: “È il segno di un significativo avvicinamento del settore bancario al sistema dei rappresentanti dei consumatori. Siamo certi che questo percorso troverà ulteriori evoluzioni e applicazioni nel futuro”. “È un’intesa di grande importanza – ha aggiunto il Direttore generale, Giuseppe Zadra – che ha visto l’unanimità delle Associazioni dei consumatori, riuscendo a soddisfare con equilibrio le esigenze dei risparmiatori e delle imprese bancarie. È estremamente positivo essere riusciti tutti insieme a chiudere con successo un negoziato che era alla base dell’attuazione di una legge”.