1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Mutui: calo spread offerti da banche sospinge a inizio 2014 le richieste di surroga

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
Lo scenario economico più benevolo in Italia si fa sentire sul mercato del mutui con un aumento delle richieste di surroga in scia alla riduzione degli spread offerti dalle banche. E’ quanto emerge dalla Bussola Mutui, il bollettino trimestrale curato da CRIF e MutuiSupermarket.it sulle tendenze del mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare. 

La domanda di mutui con finalità surroga è arrivata a contare il 12% del totale nel primo trimestre 2014 contro il 10% del corrispondente periodo 2013. Ancor più evidente è la crescita degli erogati con finalità surroga che passano dall’8% del totale nel primo trimestre 2013 al 17% del primo trimestre 2014. La Bussola mutui rimarca come le richieste di mutuo di surroga inoltrate dai mutuatari esistenti durante la prima metà del 2013 si convertono progressivamente in nuove erogazioni nel corso dei trimestri seguenti, man mano che prende piede la riduzione degli spread offerti sui mutui di surroga. 

Per i prossimi mesi dell’anno è attesa un’ulteriore espansione delle erogazioni con finalità surroga, coerentemente con l’attesa ulteriore riduzione degli spread di offerta da parte delle banche, che oggi possono beneficiare di costi di approvvigionamento liquidità sempre migliori e che possono contare su una prospettiva di progressivo miglioramento delle scenario economico a livello nazionale.

Netta preferenza verso tasso variabile e variabile con cap 
Con riferimento alla tipologia di tasso preferita dai mutuatari interessati a surrogare o sostituire il proprio mutuo, emerge una chiara polarizzazione verso il Tasso Variabile e il Tasso Variabile con Cap, che assieme spiegano l’82% delle preferenze dei richiedenti. Tale fenomeno, rimarca il bollettino trimestrale curato da CRIF e MutuiSupermarket.it, è da collegarsi alla elevata convenienza dei mutui di surroga e sostituzione a tasso variabile rispetto ai mutui a tasso fisso, che offrono spread in linea con quelli dei mutui a tasso variabile, ma scontano l’effetto di indici di riferimento IRS molto più elevati rispetto agli indici Euribor.