1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Casa ›› 

Mutui, anche i pensionati li chiedono per acquistare la prima casa

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Mutui senza età in Italia: ogni anno almeno 15 mila richieste arrivano da persone che hanno più di 60 anni. È quanto rileva una ricerca di Mutui.it, comparatore online per la scelta del mutuo, che, analizzando i preventivi di mutuo compilati sul sito negli ultimi 12 mesi, ha evidenziato che il 3% di questi arriva da cittadini ultrasessantenni.
Alle soglie della pensione, dunque, queste persone si rimettono in gioco e decidono di fare investimenti importanti. “Con l’allungamento della vita media degli italiani il mutuo non è più solo prerogativa dei giovani adulti – afferma Alberto Genovese, Ad di Mutui.it – e non è strano vedere che siano tutte le fasce d’età ad essere interessate a questo tipo di investimento”.
Il 41% delle richieste da parte di over-60 è finalizzato all’acquisto della prima casa. La somma richiesta si aggira sui 120 mila euro, pari a circa la metà del valore dell’immobile desiderato. Queste persone preferiscono il mutuo a tasso fisso (nel 56,4% dei casi), e spalmano il loro impegno con la banca mediamente su 12 anni.
L’onere del mutuo non spaventa quindi gli anziani i quali, al contrario, se ne servono, magari, per un investimento in più che renda più agevole la loro vecchiaia, oppure la vita dei figli. Il 25% degli ultrasessantenni che contraggono un mutuo lo fa, ad esempio, per l’acquisto di una seconda casa, mentre il 9% vuole ottenere fondi per una ristrutturazione.
C’è però anche una percentuale che ipoteca la propria abitazione per ottenere la liquidità necessaria ad arrivare alla fine del mese, o a concedersi qualche agio in più: sono l’8% dei richiedenti al di sopra dei 60 anni.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, lungo lo Stivale il comportamento dei cittadini è omogeneo. La percentuale più alta di richieste arriva dalla Calabria (il 4,33%) e dal Molise (il 4,13%), mentre la regione da cui derivano meno richieste da parte di over-60 è la Lombardia (l’1,91%) preceduta dall’Emilia Romagna (2,02%).