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Mps vola in Borsa dopo misteriosa offerta da 10 mld dalla Cina. Chi è Nit Holding?

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Balzo a Piazza Affari per il titolo Mps alla vigilia del cda della banca chiamato ad approvare una nuova ricapitalizzazione da oltre 2 miliardi di euro.  In attesa dei responsi che arriveranno dal borad di domani in merito alle misure per rafforzare la patrimonializzazione della banca, il mercato guarda all’offerta pervenuta dalla cinese Nit Holding che ha messo sul piatto 10 miliardi di euro per la ristrutturazione del capitale dell’istituto senese. 
A Piazza Affari il titolo Mps segna un balzo a doppia cifra (+12,24% a 0,6925 euro alle 10.22). 

Possibile cavaliere bianco dalla Cina 
Dieci miliardi di euro di investimento per la ristrutturazione completa del capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena. E’ quanto è stato proposto dalla holding di investimenti e partecipazioni NIT Holdings Limited. L’offerta, indirizzata al consiglio di amministrazione della Monte dei Paschi dal managing director di NIT Holding Limited, Perry N. Hammer, tramite lo studio legale Capecchi, è contemporaneamente notificata anche alla BCE e alla Banca d’Italia, in vista del cda previsto per mercoledì 5 novembre. Da Rocca Salimbeni hanno però fatto sapere che non è pervenuta alcuna offerta. 
Obiettivo della proposta di Nit è la “realizzazione di un piano di ristrutturazione complessivo del capitale della Monte dei Paschi, in un’ottica di alleanza sinergica nel lungo periodo”, si legge nella nota diffusa ieri dalla società con sede a Hong Kong. 

Chi è Nit Holding? 
NIT Holdings è una holding internazionale di investimenti e partecipazioni, con sede a Hong Kong e con operatività globale. La società è specializzata nella gestione di portafogli e nell’offerta di servizi finanziari indipendenti a clienti e partner internazionali, tra cui soggetti governativi, Paesi in via di sviluppo, fondazioni, Trusts, Ultra High Net Worth Individual e industrie private.

Il precedente con la Banca Popolare di Spoleto 
NIT Holding era salita all’onore delle cronache qualche mese fa in occasione dell’assemblea della banca Popolare di Spoleto che era chiamata a una ricapitalizzazione da 139 mln di euro. Lo stesso avvocato Luca Capecchi prese parola nel corso dell’assemblea caldeggiando una frenata sulla ricapitalizzazione per prendere in considerazione l’offerta da Nit Holdings Limited per salvare l’istituto umbro che però non era stata accettata dai commissari per una carenza di capacità patrimoniale e dubbi circa l’attendibilità e la serietà dell’offerta. Alla fine l’assemblea non accetto la proposta di rinvio avanzata da Nit ritenendo che non ci fossero i requisiti in termini di capacità finanziaria. 

 
Domani cda su nuovo aumento di capitale, soci pronti a sottoscrivere 
Intanto tra 24 ore è previsto l’importante cda di Mps chiamato a determinare le necessarie mosse da intraprendere dopo la bocciatura agli stress test che ha portato il titolo Mps a cedere il 40% del proprio valore nel giro di una settimana. Prevista una nuova iniezione di capitale da 2,1 miliardi di euro dopo l’aumento monstre da 5 miliardi portato a termine nella prima parte dell’anno. L’aumento potrebbe avere luogo la prossima primavera. Tra i soci i francesi di Axa hanno già rimarcato che parteciperanno pro-quota. Anche la Fondazione Mps e i pattisti Fintech e Btg Pactual dovrebbero fornire il loro appoggio al nuovo aumento.