Mps: verso un nuovo round di Tremonti Bond, domani Cda per piano industriale. Fondazione sigla accordo su debito

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 25/06/2012 - 11:54

Tutto rimandato tra 24 ore. Il mercato dovrà quindi aspettare ancora un po' per conoscere il nuovo piano industriale del Monte dei Paschi. E soprattutto dovrà aspettare di capire come l'istituto senese avrà intenzione di colmare il gap patrimoniale calcolato dall'EBA. Domani, e non oggi come inizialmente previsto, si riunirà il Cda del Monte per approvare il business plan e mercoledì verrà presentato alla comunità finanziaria. All'appello dei 3,2 miliardi di euro calcolati dall'authority europea dovrebbe mancare circa 1 miliardo di euro.

Tre le ipotesi per ottenere questi soldi, ma solo una ha seriamente preso piede negli ultimi giorni: il nuovo ricorso ai Tremonti Bond dopo i quasi 2 miliardi di euro presi nel 2009 (e non ancora restituiti) e sui quali gli interessi non vengono pagati qualora il bilancio della banca dovesse chiudere in perdita. Le altre due strade, Co.co Bond o aumento di capitale, al momento non sembrano percorribili. I primi sarebbero una novità assoluta nel panorama bancario italiano, mentre un altro aumento non sarebbe sostenibile dai principali azionisti.
 
Già la scorsa settimana il commento di Equita faceva ben capire come la pensano gli analisti. "La soluzione dei Tremonti Bond ci sembra più credibile dei Co.co Bond per i quali non sono ancora definite a livello di codice civile le caratteristiche precise", avevano scritto in una nota gli esperti sottolineando che "per i Tremonti Bond si tratterebbe invece di aprire una nuova finestra di emissioni".

Domani dovrebbe poi essere annunciata la vendita del 60% di Biverbanca. In gara per rilevare la quota posseduta da Mps nella banca piemontese ci sono la Popolare di Vicenza e la Cassa di Risparmio di Asti e, secondo indiscrezioni di stampa, nelle casse senesi dovrebbero finire circa 200 milioni di euro. L'Ad Viola nei giorni scorsi aveva invece dichiarato che il marchio Antonveneta non è in vendita, mentre erano circolate voci di un interessamento da parte di Deutsche Bank e BNL per circa 150-200 sportelli dell'istituto padovano.

Infine, questa mattina, la Fondazione Mps, maggiore azionista del Monte, ha approvato e stipulato con tutte le banche creditrici l'accordo di rinegoziazione del debito. Dopo un inizio promettente, a Piazza Affari il titolo Mps ha virato in negativo e adesso mostra una flessione dell'1,50% a 0,213 euro.

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