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Mps tonica in Borsa: pronta a giocarsi tutte le carte per evitare aumento di capitale

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Banca Monte Paschi di Siena rimane anche oggi sotto i riflettori fuori e dentro la Borsa. All’indomani della proposta di nomina di Fabrizio Viola (ex amministratore delegato di Bper) a direttore ufficiale del gruppo al posto di Antonio Vigni, la banca senese finisce nel vortice della speculazione. Le voci corrono ancora sulla delicata questione dell’ulteriore rafforzamento patrimoniale da 3,26 miliardi di euro richiesto dall’Eba, l’Autorità bancaria europea. E la reazione del mercato è positiva: poco dopo le 11 l’istituto bancario di Siena si gioca il posto in vetta sul Ftse Mib con Tod’s che guadagna il 3,15%, mentre il titolo Mps prende il 2,95%.

Allo studio piano da 1,8 mld di euro per evitare l’aumento di capitale
Secondo quanto riportato oggi da “La Stampa”, Mps starebbe lavorando a un nuovo piano industriale che prevede cessioni di attività no core e cartolarizzazioni che permetteranno di rafforzare il capitale di circa 1,8 miliardi di euro. Questo pacchetto di misure, si legge nelle colonne del quotidiano torinese, verrà “presentato ed esaminato nel cda di Mps e in un incontro in Banca d’Italia in programma il 20 gennaio”. L’obiettivo principale è quello di scongiurare l’aumento di capitale indicato dall’Eba.
Non solo, per evitare un’operazione di ricapitalizzazione e portare il Core tier 1 al 9%, Mps è disposta a giocarsi, aggiunge il quotidiano, anche la carta dei freshes. Tra meno di un mese, a inizio febbraio, l’assemblea dovrà approvare la conversione di 950 milioni dei titoli obbligazionari convertibili freshes.

L’arrivo di Fabrizio Viola mal digerito dai sindacati
Ma torniamo all’arrivo di Fabrizio Viola in Mps. Il 12 gennaio prossimo il board di Banca Monte dei Paschi di Siena esaminerà dunque la proposta di nomina di Viola a direttore generale. L’uscente Antonio Vigni ha manifestato la propria disponibilità a risolvere in maniera consensuale il proprio rapporto di lavoro. Vigni, che ha guidato la Banca senese dal 2006, assumerà la carica di superconsulente presso la Fondazione Mps.
La nomina di Viola è stata tuttavia mal digerita dai sindacati. In particolare le Rsa di Mps non hanno accettato di buon grado una nomina esterna al gruppo. E soprattutto hanno criticato la mancata comunicazione ufficiale e hanno chiesto le “dimissioni immediate” del presidente Giuseppe Mussari (Mps) e di quello della Fondazione Mps, Gabriello Mancini. “Consideriamo sconcertante – si legge nella nota – il merito e il metodo della decisione. Non solo si introduce un elemento di ulteriore difficoltà in un momento così delicato ma ci si affida a una persona, il nuovo dg, rispetto alla quale è tutta da valutare la capacità di guidare con successo il terzo gruppo bancario italiano”.