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Mps: a sorpresa l’aumento di capitale è di 6,5 miliardi

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E’ fino a 6,5 miliardi di euro l’aumento di capitale approvato oggi dall’assemblea dei soci di Monte dei Paschi. L’importo ha per certi versi sorpreso. Le attese degli analisti erano per l’innesco di 4,5 miliardi di euro, cifra utile a coprire i 3,9 miliardi di euro che la banca senese riceverà con i Monti bond e 600 milioni di interessi sul prestito. Proprio i 2 miliardi aggiuntivi serviranno a coprire gli interessi che la banca dovrà pagare nel caso non fosse capace con la sua attività ordinaria non le permettesse, entro il 2018, di far fronte agli impegni presi con il Governo. Per capire l’importanza della ricapitalizzazione approvata oggi basti pensare che al termine delle contrattazioni di venerdì la capitalizzazione di Borsa di Mps era di poco superiore ai 3 miliardi di euro. Tale elemento potrebbe dunque penalizzare il titolo in Borsa nelle prossime sedute, con gli investitori che potrebbero prendere le distanze dal rischio di overhang che si verrebbe a creare. La decisione è arrivata dopo circa sette ore di riunione ed è stata approvata dal 98,75% dei presenti in aula (pari a circa il 52% del capitale).

Grillo
La riunione degli azionisti è stata monopolizzata nelle sue fasi iniziali da Beppe Grillo: Alessandro Profumo? E’ inadatto al ruolo in quanto indagato per frode fiscale. Così ha tuonato il leader del Movimento 5 Stelle nel suo intervento all’assemblea nei confronti del presidente della banca senese. Grillo ha poi parlato di un buco nei conti di Rocca Salimbeni di 14 miliardi di euro, sul quale occorrerebbe aprire un’inchiesta.

Visco e Grilli
Dal World Economic Forum di Davos è intervenuto sulla vicenda il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Via Nazionale non ha nulla da nascondere, ha dichiarato, e sbaglia chi sospetta una mancanza di supervisione da parte dell’Authority. Dal comune svizzero è giunta anche la notizia che sul tema il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, riferirà alla Camera in commissione Finanze martedì prossimo.

Mancini
Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, si è detto intanto pronto a intraprendere un’azione di responsabilità nei confronti del precedente management in caso di elementi utili a giustificarla per tutelare i propri interessi e quelli di tutti gli azionisti responsabilità. Dal canto suo Pofumo ha annunciato che Rocca Salimbeni valuterà in maniera approfondita il ricorso ad eventuali azioni di questo tipo verso ex amministratori e manager della banca.

Viola
Le operazioni sui derivati non sono saltate fuori per caso ma sono state individuate dal management. A dirlo l’Ad della banca senese, Fabrizio Viola, nel corso del suo intervento all’assemblea. Il top manager ha ricordato il cambio di management avvenuto l’estate scorsa e il rinnovo di oltre il 50% delle prime linee della banca senese. Il licenziamento del direttore generale, ha spiegato Viola, è stato il presupposto per aprire i cassetti e da lì una volta trovati i documenti chiedere un adeguamento di 500 milioni di euro dei Monti Bond. In ogni caso, ha proseguito l’Ad, la questione dei derivati non mette in discussione la solidità e il corretto funzionamento della banca, aggiungendo che il Cda di Rocca Salimbeni avrà tutti gli elementi per una valutazione dell’impatto di Alexandria, Santorini e Nota Italia, anche dal punto di vista contabile, entro la prima decade di febbraio. Viola ha poi dichiarato che l’operazione “Patagonia” non è oggetto di indagine in quanto non presenta problematiche per Mps in quanto diversa dagli altri prodotti presi in considerazione. Non solo. Viola ha dichiarato che ieri il Cda ha approvato un documento circa le dimissioni di partecipazioni non strategiche al core business della banca senese.

L’Europa
Nel frattempo sull’argomento si è fatta sentire anche l’Europa. La Commissione europea, per bocca del portavoce del commissario europeo per la Concorrenza, Joaquin Almunia, ha infatti fatto sapere di essere in contatto con le autorità italiane sulle vicende di Mps e attende la presentazione di un piano di ristrutturazione entro sei mesi per dare il via libera definitivo agli aiuti di Stato. La Commissione il 17 dicembre scorso aveva approvato la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena per 3,9 miliardi che consentirà a Rocca Salimbeni di rispettare le raccomandazioni patrimoniali dettate dell’Eba.