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MPS, salta assemblea straordinaria. Morelli: piano molto diverso, tema Npl asse portante

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Ha preso il via oggi l’assemblea ordinaria di Mps, chiamata ad approvare i conti del 2016, che si è chiuso con una perdita su base netta di 3,3 miliardi. Saltata invece l’assemblea straordinaria in quanto, con una presenza di appena il 16,3% del capitale, il quorum non è stato sufficiente per la convocazione. 

Nell’assemblea straordinaria di Mps si sarebbero dovute discutere la proposta di riduzione e copertura delle perdita residua e le modifiche ad alcuni articoli dello Statuto. Con quote superiori al 2% sono presenti il Tesoro, con il 4,024%, e Axa, con il 3,17%. 

Intervenendo all’assemblea, così l’amministratore delegato della banca senese, Marco Morelli:

“Con i primi segnali positivi dal lato della raccolta e l’emissione di 11 miliardi di bond siamo rientrati nei parametri di liquidità richiesti e monitorati dalle autorità di vigilanza”. 

Mps rimane sotto stretta osservazione, in attesa dell’operazione di ricapitalizzazione precauzionale richiesta dall’istituto per evitare il bail-in. Le autorità europee sarebbero propense a dare il via libera al salvataggio con ricorso ai fondi pubblici, e di recente Margrethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza, ha definito Mps una banca solvibile.

Così Morelli, nel sottolineare il miglioramento dei rapporti con la clientela:

“La banca ha bisogno che si spengano le luci, di poter essere valutata per quello che sta facendo in ambito commerciale. Certo, ha precisato, “è abbastanza chiaro che la perdita di massa di raccolta importante e dei flussi di impiego del 2016 continuerà ad avere un impatto sul conto economico. Nonostante questo abbiamo avuto comunque nuove erogazioni per 7,5 miliardi nella prima metà dell’anno. E’ chiaro che il tema delle sofferenze continuerà ad essere un tema su cui la banca deve molto focalizzarsi. Fino a che Mps non riuscirà a deconsolidare lo stock di sofferenze, che è una percentuale molto rilevante, continuerà ad avere trend di flussi di deterioramento del credito rilevanti. Inutile fare discorsi diversi, questa è la fotografia: da parte nostra c’è totale consapevolezza di dove siamo, il tema degli Npl è asse portante di ristrutturazione”.

 

Riguardo alle trattative per mettere in sicurezza la banca, Morelli ha sottolineato che “con la Bce stiamo negoziando un piano di ristrutturazione molto diverso da quello che avevamo presentato lo scorso novembre. L’obiettivo è tornare alla normalità nella produzione di ricavi e utili”. L’AD ha ricordato i deflussi di masse per 6 miliardi a dicembre, ma si è detto “ottimista” sull’iter della ricapitalizzazione precauzionale, senza fornire tuttavia indicazioni sui tempo. Già a metà gennaio, nel corso di un intervento al Senato, Morelli aveva affermato che si era verificato un “deflusso molto importante” dei depositi che si era tuttavia “completamente arrestato con gli ultimi giorni dell’anno e i primi giorni del mese”.

In ogni caso, la ristrutturazione di Mps non è una questione che si risolverà in pochi trimestri.

L’obiettivo finale è “rafforzare la raccolta, il patrimonio e gli impieghi verso famiglie e imprese, che poi sono il nostro core business. Morelli ha poi lanciato la sfida “Riappropriandoci del nostro ruolo nel sistema bancario italiano”.

A prendere la parola ancora prima, in sede di apertura dell’assemblea dei soci, era stato il presidente della banca, Alessandro Falciai. Riferendosi ai risultati degli stress test e al tentativo di ricapitalizzazione con capitali privati, non riuscito, Falciai ha affermato:

“Il 2016 è stato un anno particolare e difficile (..) ora “guardiamo al futuro con ottimismo e abbiamo una forte aspettativa per il 2017″.

Falciai, nello spiegare di aver fatto il possibile per evitare il ricorso al salvataggio di Stato, ha sottolineato: “Per me era un obbligo morale prima che professionale percorrere tutte le strade prima di chiedere soldi al pubblico. Come cda abbiamo la coscienza a posto: abbiamo fatto il massimo per riuscirci”.