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Mps: rosso di 174 milioni nei primi tre mesi. Common equity tier 1 al 13,3% dopo aumento di capitale

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Rettifiche su crediti e oneri supplementari su Monti bond spingono la trimestrale di Banca Monte di Paschi di Siena in territorio negativo. L’istituto senese ha annunciato di aver terminato i primi tre mesi dell’anno con una perdita netta di 174,1 milioni di euro, contro i 101 milioni del corrispondente periodo del precedente esercizio.

Le rettifiche su crediti hanno pesato per 477 milioni, dai 733 milioni del trimestre precedente e poco al di sotto del valore registrato al 31 marzo 2013 (-1,6%). Nel caso dei “Nuovi strumenti finanziari” (Nsf), clausole contrattuali che ne legano l’ammontare al corrispettivo che la Fondazione ha comunicato di aver ricevuto per la cessione di azioni ordinarie di BMps, ha fatto registrare un impatto negativo one-off di 143 milioni.

Nel primo trimestre il margine di interesse è risultato di 446 milioni di euro, in flessione del 21% rispetto al trimestre precedente e del 25,4% su base annua (+4,3% al netto dell’effetto negativo attribuibile ai Nsf), mentre le commissioni nette, a 445 milioni, hanno evidenziato un aumento del 10% rispetto al 4° trimestre del precedente esercizio e del 3,2% rispetto a un anno prima. “L’aggregato ha risentito delle positive performance della Rete Commerciale, che hanno permesso di conseguire crescite significative nelle commissioni di collocamento dei prodotti di risparmio gestito, nei servizi di pagamento e nel servizio estero”, si legge nella nota diffusa dalla società.

Per quanto riguarda gli aggregati patrimoniali, i volumi di raccolta complessiva del gruppo si sono attestati a circa 234 miliardi, in moderata crescita rispetto al saldo di fine dicembre 2013, “grazie soprattutto alla ripresa del risparmio gestito, cui si contrappone il lieve calo della raccolta diretta, penalizzata dalle componenti istituzionali”. L’esposizione alla Banca centrale europea a fine aprile è stata ridotta a 24 miliardi, grazie al rimborso di 4 miliardi di euro di Ltro (Long term refinancing operation).

Entro la prima metà dell’anno dovrebbe essere finalizzata, ha fatto sapere la banca, la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza per 500 milioni di euro. A fine marzo il Common equity tier 1 si attestava al 10,8% che, pro-forma, sale al 13,3% post aumento di capitale da 5 miliardi e assumendo il rimborso di 3 miliardi di Monti bond.