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MPS riduce esposizione a BTP e ratio patrimoniali tengono. Morelli: in linea con obiettivi piano ristrutturazione

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Si conferma l’utile per Banca Mps anche nel terzo trimestre con l’ad Marco Morelli che ha sottolineato come la banca sia in linea con gli obiettivi del piano di ristrutturazione concordato con la Commissione Ue. L’utile netto del trimestre tra luglio e settembre è stato di 91 milioni di euro porta l’utile consolidato dei primi 9 mesi dell’anno a 379 milioni di euro, a fronte di una perdita di 3.001 mln di euro conseguita nello stesso periodo del 2017. 

Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il CET1 transitional pro forma si attesta al 12,8% (fully loaded pro forma all’11,2%) dal 13% alla fine del secondo trimestre.. Il total capital ratio pro forma al 14,2%. Al 30 settembre 2018 l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del gruppo si è attestata a 8,5 mld di euro in flessione rispetto a fine dicembre 2017 (-6,3 mld di euro).

Dalle slide di presentazione dei conti trimestrali emerge che l’impennata dello spread tra BTp e Bund ha impattato negativamente sulle riserve di MPS per 100 milioni sulle riserve del Monte dei Paschi. Per contenere l’impatto dello spread sul patrimonio la banca nel corso dell’ultimo trimestre ha ridotto il portafoglio di titoli di Stato italiani a 18,6 miliardi dai 21,5 miliardi a fine giugno (in particolare il portafoglio trading è diminuito di 2,4 miliardi a 6,3 miliardi per effetto di una riduzione del ruolo di primary dealer da parte di Mps Capital Services).

Morelli ha specificato che la banca è in anticipo sulla tabella di marcia per il derisking con la riduzione di inadempienze probabili per 2 miliardi rispetto all’obiettivo prefissato di 1,5 miliardi di quest’anno.

Ricavi leggermente sotto le attese

I ricavi risultano inferiori del 2,2% rispetto alla stima media degli analisti attestandosi a 809,5 milioni di euro, mentre il consensus Bloomberg era 827,8 milioni. Gli accantonamenti per perdite su crediti ammontano a 115,9 milioni rispetto ai 140,7 milioni delle stime.  Considerando i primi 9 mesi dell’anno il gruppo ha realizzato ricavi complessivi pari a 2.518 mln di euro, con un calo del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in particolare per la flessione del risultato netto della negoziazione e delle attività/passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value in contropartita del conto economico, che aveva beneficiato nel 2017 degli effetti riconducibili al burden-sharing per circa 503 mln di euro. Nel terzo trimestre i ricavi diminuiscono di 23 mln di euro rispetto al trimestre precedente.

L’istituto senese guidato da Marco Morelli evidenzia oneri operativi in calo (-3,5% t/t e -9,4% a/a) per effetto della riduzione degli organici e delle iniziative di contenimento strutturale dei costi; migliorano gli
indicatori di qualità degli asset: costo del credito pari a 55 punti base, copertura dei crediti deteriorati al 56,4% (sofferenze al 68,6%) e default rate all’1,7% e danger rate al 15,2%.

 

Capitolo Npl e Utp

Mps rimarca che è in corso la vendita di crediti in sofferenza fino a  un massimo di 3,3 miliardi e inoltre ha ricevuto offerte vincolanti per cedere portafogli di crediti classificati utp,  inadempienze probabili, per un controvalore di 400 milioni.
Gli utp sono scesi di circa 800 milioni nei primi 9 mesi dell’anno per effetto di cessioni e stralci, per circa 800 milioni. Considerate queste operazioni Mps avrebbe un Npe ratio, rapporto tra i crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati, pari al 9 per cento.