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Mps: Profumo e Viola restano alla guida. Messaggio alla Fondazione: vendete in tempi rapidi

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Viola e Profumo restano al loro posto. Oggi il Cda di Banca Monte dei Paschi ha confermato la fiducia a Fabrizio Viola dopo che la Fondazione (primo socio con il 33,5%) nell’assemblea del 28 dicembre ha fatto slittare l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro proposto dall’Ad e dal presidente Alessandro Profumo. La decisione, in linea con le attese, oggi ha permesso al titolo di chiudere la seduta con un incremento del 2,65% a 0,186 euro.

“Il Consiglio di amministrazione ha confermato all’unanimità la propria fiducia all’Amministratore delegato tenuto conto dell’interesse della Banca”, si legge nella nota diffusa dall’istituto senese. Incassata la fiducia del board, Viola, che aveva “ritenuto doveroso mettere a disposizione del Consiglio il proprio mandato”, “ha ritirato le proprie dimissioni”.

Il Cda e il management della Banca “effettueranno ogni ragionevole sforzo al fine di eseguire con successo l’operazione di aumento di capitale nei tempi più rapidi compatibili con i termini deliberati in assemblea ed alle migliori condizioni consentite nell’attuale contesto”.

Non manca una stoccata all’ente di palazzo Sansedoni visto che nel comunicato viene formulato l’auspicio che “la stessa Fondazione sia in grado di procedere alla dismissione della partecipazione in BMps in tempi rapidi, con un impatto positivo per realizzare l’aumento di capitale”.

A seguito di specifica richiesta formulata dalla Consob, il Cda “ha infine deliberato di avviare taluni approfondimenti di natura tecnico legale riguardo gli eventuali effetti dannosi conseguenti allo slittamento dell’operazione di aumento di capitale rispetto ai termini originariamente proposti dal Consiglio”.

Nell’ambito del processo di dismissioni destinato a puntellare il patrimonio, ieri la banca senese ha annunciato che Consum.it (società del Gruppo specializzata nel credito al consumo) ha venduto il suo intero portafoglio di cessione del quinto e delegazioni di pagamento (551 milioni in crediti) ad Anacap Financial Partners, fondo inglese che ha in gestione oltre 1,7 miliardi di assets.