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Mps: profondo rosso per i bond subordinati, ipotesi conversione forzata e intervento Stato

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Profondo rosso per i bond subordinati di Mps che oggi stanno aggiornando i minimi storici. Mentre l’Ad Marco Morelli è a Francoforte dalla Bce, a Siena l’ipotesi che circola con maggiore insistenza è quella di una conversione forzata delle obbligazioni subordinate, propedeutica ad una ricapitalizzazione dello Stato. Ipotesi che allontana i risparmiatori e gli investitori dai titoli del Monte: il subordinato con scadenza settembre 2020 cede 4 figure aggiornando i minimi storici a 54,2 (vedi grafico).

Mps bond subordinato scadenza settembre 2020

Stesso trend per il bond subordinato con scadenza novembre 2017 che si attesta a 57,6, mentre l’Upper Tier II con scadenza maggio 2018 viaggia in area 52. Quest’ultimo rappresenta circa metà dell’ammontare complessivo dei subordinati della banca: si tratta di 2,1 miliardi di euro venduti agli sportelli del Monte nel 2008 con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisto di Antonveneta.

L’operazione di mercato, ovvero il piano presentato da Morelli a fine ottobre, sembra ormai tramontata. La conversione volontaria dei bond ha portato poco più di un miliardo di euro. I restanti 4 miliardi di euro avrebbero dovuto arrivare da un aumento di capitale e dal famoso anchor investor, che la stampa nazionale aveva individuato nel fondo del Qatar Qia.

Il Cda in programma oggi è slittato ai prossimi giorni quando JP Morgan e Mediobanca, advisor dell’operazione, faranno il punto della situazione con i vertici della banca. In quell’occasione si saprà se l’operazione di mercato avrà ancora qualche chance, altrimenti le ipotesi che circolano a Siena diventeranno realtà.