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Mps: primi nove mesi in rosso per 849 milioni, migliorano le sofferenze

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Stamattina il Consiglio di Amministrazione del Monte dei Paschi di Siena ha diffuso i risultati del terzo trimestre 2016 approvati ieri contestualmente alla discussione sul piano industriale al 2019. Dalle rilevanze di bilancio emerge una perdita netta dei primi nove mesi di 849 milioni di euro, risultato su cui ha impattato significativamente la riduzione del margine di interesse e le rettifiche straordinarie, che nel periodo luglio-settembre si sono attestate a 750 milioni.

Il conto economico, perdita netta di 849 milioni                                                                            

L’attività del terzo trimestre ha risentito di un minor gettito commissionale, in parte compensato dalla diminuzione degli interessi passivi. Detta dinamica ha contribuito a confermare il contributo del margine di interesse sugli stessi livelli del pari periodo del 2015, a circa 484 milioni (-0,7% a/a).

Il giro d’affari è diminuito del 7,4% nel periodo luglio-settembre portando i ricavi complessivi dei primi nove mesi a circa 3,42 miliardi di euro.  Gli oneri operativi sono pari a 1,929 miliardi, in calo dell’1,9% grazie al contenimento delle spese per il personale e alle iniziative di contenimento strutturale dei costi amministrativi.

Nei primi nove mesi le rettifiche su crediti si sono portate a 2,022 miliardi, valore che include la componente straordinaria legata alla revisione della metodologia di calcolo legata al solo terzo trimestre, pari a 750 milioni.

La bottom line riporta una perdita consolidata del gruppo relativa ai primi nove mesi del 2016 pari a circa 849 milioni di euro (con un contributo negativo di circa 1,151 miliardi di euro del terzo trimestre), a fronte di un utile netto di circa 585 milioni di euro conseguito nello stesso periodo del 2015.

 

Lo stato patrimoniale, cresce la copertura delle sofferenze ma cala il CET1

L’ammontare dei crediti deteriorati netti da inizio anno è diminuito di 1,6 miliardi di euro, per effetto delle rettifiche non ricorrenti contabilizzate nel trimestre, sottolinea la banca. Lo stock di crediti deteriorati lordi è pari a circa 45,6 miliardi di euro al 30 settembre 2016.

L’istituto senese rileva una diminuzione della raccolta diretta, che nei primi nove mesi si è portata a 105 miliardi di euro, in calo di circa 6,6 miliardi rispetto al 30 giugno 2016. Come riportato dalla banca, la flessione registrata nel periodo estivo è da ricondurre alla fuoriuscita di raccolta commerciale, in coincidenza con le turbolenze dei mercati finanziari, le tensioni sul comparto bancario e la pubblicazione degli stress test del gruppo.

Per effetto delle rettifiche non ricorrenti (riferibili alle modifiche di policy nella contabilizzazione) la percentuale di copertura dei crediti deteriorati è cresciuta di 260 basis point rispetto al secondo trimestre 2016, al 50,6 per cento.

Infine, il Common Equity Tier 1 (CET1) si è ridotto all’11,49% rispetto al 12,11% al 30 giugno, per effetto della perdita di periodo, solo in parte compensata dalla riduzione delle attività più rischiose.