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Mps: ora spunta la “Banda del 5%” sulle operazioni spericolate

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Nuovo giorno nuovo scandalo che va a impolpare la bufera su Monte dei Paschi. Ora la Guardia di Finanza è sulle tracce della così chiamata “Banda del 5%”, che metterebbe in luce un vero e proprio sistema di mazzette sulle operazioni spericolate. Le indagini si sono concentrate su un presunto meccanismo di “retrocessioni” o “premi” a manager di banca che negoziavano titoli a breve.

Nel mirino ci sarebbe Gianluca Baldassarri, ex direttore dell’area Finanza di Mps, e Matteo Pontone, a capo del desk londinese di Rocca Salimbeni, i cui nomi sono stati pronunciati dall’ex banker della Dresdner, Antonio Rizzo. Ed è stato proprio Rizzo ha soprannominarli  “Banda del 5%” in quanto su ogni operazione prendevano tale percentuale.

Ieri intanto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha riferito davanti alle commissioni di Camera e Senato sull’intera vicenda che ha coinvolto l’istituto di credito. I Monti Bond, ha spiegato Grilli, non sono il salvataggio di una banca insolvente, ma un rafforzamento del capitale che sposa gli standard imposti dalla European Banking Authority.

Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha difeso il prestito pubblico destinato alla banca senese e sposa l’azione di vigilanza compiuta dalla Banca d’Italia, definita dal ministro “continua, attenta e appropriata”. Azioni che hanno consentito di individuare e interrompere comportamenti anomali. Grilli ha poi invitato a tenere ben distinte le responsabilità del vecchio management da quelle della banca.  

A breve, ha poi sottolineato il capo del dicastero di via XX settembre, arriveranno le sanzioni della Banca d’Italia nei confronti del vecchio management del Monte dei Paschi. Il ministro, durante l’audizione, ha fatto riferimento a “carenze gravi nella gestione della liquidità”.