Mps, nel 2008 il rischio maggiore è la revisione al ribasso della crescita a livello mondiale

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 19/12/2007 - 09:48

Il quadro economico a livello mondiale non è dei migliori da qualche mese a questa parte, ma questa non è certo una novità. Nell'ultimo scorcio del 2007 è stata la crisi dei mutui subprime a tenere banco negli Stati Uniti, una bufera che anche a distanza ha tenuto sotto scacco  il resto del mondo, preoccupato e intimorito dall'ipotesi di una possibile frenata della locomotiva a stelle e strisce.
Alla luce di questo finale d'anno, in molti si interrogano su cosa accadrà nel 2008 sulle principali Piazze finanziarie del mondo: la corsa dell'euro riprenderà, il prezzo del petrolio tornerà a infiammarsi con decisione, o ancora, l'economia americana frenerà? I quesiti non mancano e anche le previsioni fatte dagli analisti non sono da meno.

Anche nel 2008 il fattore chiave negli Stati Uniti rimane il settore immobiliare. È questa una delle prime considerazioni contenute nel "Global outlook 2008" di Mps Capital service, che focalizza da subito l'attenzione sul mercato statunitense. Per il 2008 negli Usa le attese sono per una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) in rallentamento all'1,8%, con possibilità non trascurabile che si spinga nel range 1,3-1,5%. Idea condivisa nel mondo finanziario e anche da Mps è che nel prossimo anno la banca centrale americana non arresti la fase di taglio dei tassi fino a raggiunge il livello del 3,5% entro giugno, mantenendo questo valore anche per il resto dell'anno.

Per l'area euro, invece, le attese per il 2008 sono per una crescita in rallentamento all'1,6% dal 2,6% del 2007 e un'inflazione che in media potrebbe attestarsi al 2,5% (2,2% del 2007), con una forte accelerazione nella prima parte dell'anno. I principali rischi a tale scenario risiedono nel prolungamento oltre le attese della crisi del mercato creditizio e nel rallentamento del settore immobiliare, in particolare quello spagnolo. Sul fronte costo del denaro, "al momento - spiegano gli esperti di Mps - sembra più verosimile che la Bce mantenga i tassi fermi fino alla prima metà dell'anno. In seguito il rallentamento della crescita dovrebbe portare le autorità monetarie a ridurre il tasso di riferimento fino al 3,50% a fine 2008".

Dal Vecchio continente si passa al Giappone. Secondo le stime fatte da Mps nel Sol Levante potrebbe verificarsi un ridimensionamento della crescita del Paese, che essendo molto dipendente da fonti esterne (esportazioni) potrebbe soffrire il rallentamento economico degli Usa e dell'Europa. Si rimane sempre in Asia, e si arriva in Cina, dove per il 2008 è previsto un rallentamento della crescita come conseguenza delle misure restrittive implementate dalla banca centrale cinese (Pbc) in maniera più decisa, e del rallentamento globale in atto. In particolare, il Pil 2008 potrebbe calare intorno al 10% a livello annuale.

Dalloutlook emerge che il principale rischio alla base dello scenario delineato per gli Stati Uniti, l'area Euro e il Giappone contempla la revisione al ribasso della crescita come effetto di una possibile maggiore penalizzazione ai consumi americani come effetto dell'estensione della crisi anche al credito al consumo. In questo caso le previsioni sui tassi andrebbero riviste al ribasso e sarebbe cancellata l'ipotesi di apprezzamento del biglietto verde soprattutto nel quarto trimestre.

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