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Mps: manca ancora l’ok Bce al piano, titolo crolla in Borsa in attesa degli stress test

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Inizio di settimana shock a Piazza Affari per il Montepaschi a pochi giorni dalla pubblicazione degli stress test da parte dell’Eba che evidenzieranno le fragilità della banca senese. Nel frattempo non è ancora arrivato il via libera da parte della Banca centrale europea al piano di Mps che prevede lo smaltimento dei crediti in sofferenza e l’ennesimo rafforzamento patrimoniale. Secondo quanto scritto da Il Sole 24 Ore nel fine settimana, la Bce sarebbe rimasta fredda davanti al piano del Monte, che venerdì ha convocato un Cda straordinario per approvare le prossime mosse.
Il piano di Mps prevede due step principali. Il primo è senza dubbio la cessione al fondo Atlante di un pacchetto da 10 miliardi di euro di Non performing loans attraverso un processo di cartolarizzazione. Le trattative con Atlante sono già state avviate per definire il prezzo di vendita di questi crediti deteriorati, che Mps ha in bilancio mediamente al 36 per cento.
Il secondo step, dopo aver venduto le sofferenze ad un prezzo minore rispetto a quello di carico, sarà il ricorso all’aumento di capitale che dovrebbe aggirarsi intorno tra i 3 e i 4 miliardi di euro. L’operazione dovrebbe svolgersi sul mercato e sarà garantita da un pool di banche guidato da Mediobanca e JP Morgan, ma lo Stato potrebbe essere il garante di ultima istanza qualora dovesse verificarsi una grossa fetta di invenduto.  
Come detto, gli stress test dovrebbero evidenziare le fragilità di Mps che, secondo gli analisti di Equita, dovrebbe riportare in una situazione di criticità un CET1 sotto il 5,5 per cento. Per colmare questo gap patrimoniale, secondo la stampa nazionale Rocca Salimbeni dovrebbe raccogliere oltre 3 miliardi di euro sul mercato. A Piazza Affari il titolo Mps, dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso, mostra un tonfo di circa 6,5 punti percentuali a 0,291 euro.