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Mps: lunedì nero per azione e bond subordinati. Consob vieta short selling

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È un lunedì nero per Mps con il titolo che crolla sui minimi storici dopo diversi stop al ribasso. Il crollo si estende anche ai bond subordinati della banca senese, sensibilissimi nell’ultimo periodo in scia all’introduzione del “bail-in”. E la Consob interviene vietando le vendite allo scoperto (short selling) sul titolo con effetto immediato e fino alla chiusura della seduta di domani 19 gennaio. Il 2016 di Mps a Piazza Affari finora è stato disastroso: in sole undici sedute Rocca Salimbeni ha perso oltre 30 punti percentuali, che equivalgono a più di 1 miliardo di euro di capitalizzazione.
 
Oggi a Piazza Affari il titolo Mps è stato più volte sospeso per eccesso di ribasso e, in questo momento, è congelato dagli scambi con un teorico -14,42% a 0,766 euro. Aggiornati i minimi storici a 0,748 euro. Le vendite hanno colpito pesantemente tutto il sistema bancario italiano, ma la performance del Monte è decisamente la peggiore sull’indice Ftse Mib. I numeri sono impietosi: negli ultimi sei mesi è andata in fumo la maxi ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro portata a termine la scorsa estate. Senza dimenticare i 26 miliardi di euro di sofferenze, quasi tre volte il patrimonio di vigilanza Core Tier 1
Oggi pesa anche un articolo di Affari & Finanza de La Repubblica, che ha evidenziato le difficoltà di Rocca Salimbeni a trovare un partner per una futura, e necessaria secondo la Bce, aggregazione. Le nozze con un’altra banca sembrano quindi molto lontane. Secondo l’inserto del quotidiano romano, gli advisor Ubs e Citigroup in sei mesi non hanno trovato l’interesse concreto di un partner.
Ma i venditori non si vedono solamente sul titolo azionario della banca senese. A finire sotto pressione sono anche le obbligazioni subordinate di Rocca Salimbeni, come dimostra il crollo del bond Mps con scadenza settembre 2020 (XS0540544912) che sta perdendo circa 10 figure. Il titolo tratta in questo momento a quota 73, mentre lo scorso 8 gennaio il bond viaggiava in area 95.
Infine non aiutano nemmeno i rumors dell’ultima ora, circolati nelle sale operative e poi rilanciati dalle principali agenzie, su una riunione in corso a Palazzo Chigi. I protagonisti? Il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e il numero uno della Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Claudio Costamagna.