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Mps legata ai vincoli Ue. AD Morelli fiducioso: cartolarizzazione NPL verso fine maggio

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Il numero uno della banca senese: Abbiamo rischiato “lo spezzatino” nelle trattative con Bruxelles.

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La soddisfazione, sui miglioramenti che Mps sta compiendo, c’è. Anche perchè, la banca stava rischiando “lo spezzatino”, mentre ora punta a finalizzare la cartolarizzazione degli NPL da 24 miliardi di euro entro il mese di maggio-primi di giugno.  Parola di Marco Morelli, amministratore delegato della banca senese.

Morelli ha parlato nel corso dell’assemblea degli azionisti, che si è riunita oggi per approvare il bilancio del 2017. Presente il 76,5% del capitale, con i soci rilevanti che sono il Tesoro con il 68,247%, Generali al 4,319% e Mps (possesso di azione proprie) al 3,181%.

Dalle dichiarazioni è emersa una Mps nuova, sottoposta certo ai vincoli della Commissione europea, che lo scorso anno ha dato l’ok alla operazione di ricapitalizzazione precauzionale, ponendo però determinate condizioni; ma una Mps anche più dinamica, orientata a scrollarsi di dosso soprattutto quella mole troppo pesante di NPL.

Come?

“Entro fine aprile riceveremo l’attribuzione dei rating sulle tranche della cartolarizzazione degli Npl – ha detto Morelli, illustrando la road map del processo di cartolarizzazione . Una volta pubblicati i rating, nella prima settimana di maggio partirà il marketing con gli investitori istituzionali. Partirà il processo per ottenere la Gacs (garanzia pubblica) sulla tranche senior, quella investment grade”.

“L’obiettivo – ha continuato Morelli – è chiudere il processo della cartolarizzazione entro fine maggio e i primi giorni di giugno, un mese prima di quanto inizialmente previsto“.

Ma quali sono le condizioni di salute in cui versa la banca?

Morelli sottolinea che “il percorso (intrapreso dalla banca) è lungo e difficile, serve il supporto dei soci”, ma “quello che ci eravamo posti come target all’inizio dell’anno (2017) siamo riusciti a chiuderlo, e non era assolutamente scontato”.

Sicuramente, a questo punto, “il 2018 è l’anno più importante per la storia della banca, per i suoi dipendenti e i suoi clienti”, e l’istituto è proiettato a “raggiungere gli obiettivi del piano” 2017-2021.

Detto questo, ha sottolineato l’AD, “ci saranno cose che raggiungeremo in anticipo, altre con uno sviluppo più lento”.

Tutto, però, con una sorta di spada di Damocle chiamata Ue.

Tra i vincoli imposti, di cui parla Mps, c’è il  target sul margine operativo netto del 2018, pari a un range compreso tra 1,2 e 1,6 miliardi. Questo impegno, ha precisato l’istituto, “si ritiene altresì rispettato qualora il livello del Roe programmato per l’esercizio di riferimento non sia al di sotto dei livelli prefissati”.

Il punto, tuttavia è che, se non riuscirà a rispettare gli impegni presi con la Commissione europea, che si riferiscono al al triennio 2018-2020, Mps dovrà procedere a ulteriori riduzioni dei costi per 100 milioni.

Occupazione dunque a rischio?

Rassicurazioni in merito sono arrivate dall’amministratore Marco Morelli, che ha detto che  “non ci sarà nessun “taglio massivo dei costi e dell’occupazione” : questo, nonostante le riduzioni siano previste dal piano di ristrutturazione concordato con la Commissione europea. Piuttosto, ha precisato, i tagli saranno coerenti con i target stabiliti dal piano. L’AD ha voluto togliersi anche un sassolino dalla scarpa, affermando che “avrebbe potuto finire anche in modo diverso, con una decisione che avrebbe implicato la mancanza di un corpo unico della banca, una riduzione notevole del corpo occupazionale”.