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Mps: indagati ex presidente Profumo e ad Viola, è solo “atto dovuto”. Ribadita correttezza operato

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mpsMps prende le distanze e ribadisce la correttezza del proprio operato dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex presidente, Alessandro Profumo, e dell’attuale amministratore delegato, Fabrizio Viola, per i reati di falso in bilancio e manipolazione del mercato. “Le operazioni in questione sono state poste in essere dalla vecchia gestione della banca e dagli ex manager”, ha precisato Mps. La notizia ha intanto pesato sul titolo, che sul finire della seduta di ieri ha accelerato al ribasso chiudendo sui minimi storici a 0,235 euro (-2%).
La decisione di aprire l’inchiesta arriva in seguito a un esposto promosso da un azionista della banca, il quale aveva anche proposto azione di responsabilità, nei confronti dell’ex presidente e dell’amministratore delegato, respinta dalla maggioranza dell’assemblea. Ricevuta la denuncia i pubblici ministeri di Siena hanno dovuto aprire una indagine. Si tratta dunque di “un atto dovuto”, ha precisato Mps attraverso la nota stampa diffusa ieri sera. Ora il fascicolo è in mano alla procura di Milano, territorialmente competente per il reato più grave tra quelli ipotizzati, cioè la manipolazione del mercato. 
Mps “ribadisce con forza la piena correttezza del proprio operato, e confida con piena serenità che l’attività della magistratura, con la quale la nuova dirigenza ha peraltro sempre collaborato in quattro anni, contribuendo fattivamente alle inchieste in corso, porterà ad un rapido e tranquillizzante chiarimento della situazione”, conclude la banca.