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Mps: gioca l’ultima carta, riapre conversione bond. Consorzio si defila, Tesoro pronto

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Mps si gioca l’ultima carta per tentare la soluzione di mercato alla crisi, anche se al Tesoro è già tutto pronto per un intervento nella banca senese attraverso una ricapitalizzazione e la successiva conversione dei bond in azioni. L’ultima carta è stata decisa ieri dal Cda del Monte, riunitosi per ore a Milano, e si traduce nella riapertura dell’offerta di conversione volontaria delle obbligazioni subordinate dopo aver raccolto poco più di 1 miliardo di euro.

La riapertura riguarderà il bond con scadenza maggio 2018 da 2,2 miliardi di euro, venduto agli sportelli della banca nel 2008 con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisizione di Antonveneta. Titoli che sono finiti nelle tasche di oltre 40 mila clienti della banca, ma la Consob aveva messo loro il veto a partecipare alla conversione avendo profili di rischio Mifid troppo bassi.

Ora ci sarà una nuova trattativa con la Consob che a metà settimana dovrà decidere se dare il via libera all’offerta anche ai possessori di questa obbligazione. Dopo la chiusura dell’offerta, Mps tenterà un disperato tentativo sul mercato attraverso un aumento di capitale che non potrà contare sul consorzio di garanzia, visto che JP Morgan e Mediobanca non garantiranno l’eventuale inoptato.

E il rischio di un inoptato elevato è davvero concreto, visto che gli advisor non hanno percepito una domanda sufficiente sul mercato negli ultimi mesi. La garanzia dell’inoptato sarà quindi a carico del Tesoro, pronto a ricapitalizzare la banca ma con la contemporanea conversione forzata delle obbligazioni subordinate.