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Mps: è solo “atto dovuto” indagine su ex presidente Profumo e ad Viola

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Mps respinge ogni addebito in riferimento alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex presidente Alessandro Profumo e attuale amministratore delegato Fabrizio Viola per i reati di falso in bilancio e manipolazione del mercato. “Le operazioni in questione sono state poste in essere dalla vecchia gestione della banca e dagli ex manager”, ha precisato Mps, attraverso una nota stampa diffusa ieri sera. All’inizio di luglio i Pm di Siena hanno inviato il fascicolo alla procura di Milano, territorialmente competente per il reato più grave tra quelli ipotizzati, cioè la manipolazione del mercato. L’iscrizione nel registro degli indagati è da considerarsi un “atto dovuto”, ha detto la banca.
La notizia ha pesato ieri sul titolo, che sul finire della seduta ha accelerato al ribasso chiudendo sui minimi storici a 0,235 euro (-2%). Mps “ribadisce con forza la piena correttezza del proprio operato, e confida con piena
serenità che l’attività della magistratura, con la quale la nuova dirigenza ha peraltro sempre
collaborato in quattro anni, contribuendo fattivamente alle inchieste in corso, porterà ad un rapido e
tranquillizzante chiarimento della situazione”, conclude la banca.