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Mps, è corsa contro il tempo. Tre mesi per evitare tagli automatici Ue sui costi

QUOTAZIONI Bca Mps

Al Congresso Fabi parla il numero uno, l’amministratore delegato Marco Morelli: “Il cambio del ministro dell’economia non cambia il nostro piano: è chiaro che poi ci sarà …”

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Corsa contro il tempo per Mps. Non c’è pace per la banca senese salvata dallo Stato, primo azionista con una operazione di ricapitalizzazione precauzionale. Il Corriere della Sera riporta che l’istituto avrebbe un trimestre di tempo appena per evitare che arrivi la scure dell’Unione europea sui costi.

Bruxelles ha di fatto dato l’ok al piano di ricapitalizzazione su cui la banca guidata da Marco Morelli e il governo Gentiloni avevano spinto. Ma non senza condizioni. Le misure dell’Ue prevedono infatti che scattino misure per contenere i costi di Mps, nel caso in cui i bilanci della banca deludano le attese per due trimestri.

E’ quanto viene ricordato dall’articolo del Corriere, che sottolinea dunque che, se non riuscirà a centrare per un semestre i target finanziari stabiliti dalla Commissione Europea, l’istituto dovrà fare i conti con “i risparmi automatici”, che l’Ue farà scattare “per riequilibrare i minori ricavi e margini”.

Il punto è che questa situazione rischia proprio di avverarsi, visto che, riporta il quotidiano, sembra che il primo trimestre, per Mps, “non stia dando particolari soddisfazioni sotto il profilo dei ricavi e della redditività complessiva”.

La situazione sarebbe tale che, secondo le fonti, Mps si sarebbe messa già all’opera per capire dove potrebbe tagliare, con i vertici che stanno cercando di “individuare i costi ulteriormente tagliabili o riducibili”, nell’ambito di un processo di “ristrutturazione che va avanti da sei anni” e che per ora non ha dato ancora i risultati sperati, se si considera il recente bilancio approvato dal cda.

Tra le voci da tagliare figurerebbero, secondo i rumor, i costi generali di struttura, le consulenze esterne e le forniture. La banca starebbe anche valutando l’idea di cedere asset: si parla per esempio di dismissioni di alcuni immobili, mentre il costo del lavoro non dovrebbe essere toccato, visti gli accordi sindacali che si sono tradotti nel 2017 nel taglio di 1.800 dipendenti, e  considerati i nuovi accordi di fine anno sui salari.

Nel frattempo, gli investitori prendono le loro precauzioni: il titolo Mps rimane ben distante da quando era tornato a quotarsi a Piazza Affari, a 4,1 euro circa, e vale appena 3 euro.

Parla intanto oggi, sia di elezioni politiche italiane che delle condizioni della banca l’AD Marco Morelli. Nel prendere la parola al congresso Fabi, Morelli rassicura che “il cambio del ministro dell’economia (che avverrà con il nuovo esecutivo) non cambia il nostro piano: è chiaro che poi ci sarà un nuovo interlocutore con il quale dialogheremo”.

Il manager assicura poi che “il fatto che Mps sia stata salvata con i soldi degli italiani è il motivo per il quale lavoriamo notte e giorno per cercare di portare avanti un piano non semplice per controlli e paletti da rispettare con scadenze temporali”.

In ogni modo, “c’è un azionista e c’è un cda ai quali io rispondo e, come ho sempre detto, io e il management della banca abbiamo preso un impegno, dopo di che vale la regola che il mandato di un amministratore delegato è a disposizione degli azionisti in qualunque momento”.

Morelli non risparmia neanche qualche frecciatina:

C’è qualcuno che non vede l’ora che la banca vada male (..) c’è un approccio del tipo: tanto il Monte non ce la fa”.

E sul piano di risanamento tende a precisare:

“C’è voluto un anno e un anno è tantissimo nell’operatività di un’azienda: questo ha rallentato i tempi di ripartenza della banca”. In questo contesto, tutti i dipendenti sono coinvolti “per arrivare a fare certi risultati” e “dall’inizio dell’anno l’attività commerciale si muove in maniera diversa”.

Morelli precisa anche che l’ipotesi di eventuali operazioni di aggregazione con altre banche “è un tema che al momento non è assolutamente sul mio tavolo“.

Di fatto, “non è un tema che riguarda il management, ma eventualmente gli azionisti, nel momento in cui una ipotesi di questo tipo possa creare valore sotto tutti gli aspetti“.

Il numero uno della banca risponde praticamente così alle speculazioni su mega operazioni di M&A allo scopo di salvare sia Mps che altre banche italiane in difficoltà, di cui si è parlato nelle ultime settimane.