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Mps colpita dalla tempesta derivati, “Alexandria” sotto analisi

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Monte dei Paschi sconta pesantemente a Piazza Affari le indiscrezioni di stampa su presunte irregolarità di bilancio legate ad un derivato effettuato con Nomura nel 2009. Il titolo, già vittima di sospensione al ribasso, precipita del 5,44% a 0,278 euro. Boom anche per i volumi scambiati, con oltre 200 milioni di pezzi trattati dall’inizio degli scambi.

Immediata la risposta da parte della banca toscana. Con un comunicato, Mps fa sapere che “l’operazione denominata `Alexandria’ rientra nel perimetro delle analisi in corso in relazione ad alcune operazioni strutturate poste in essere in esercizi precedenti e ad oggi presenti nel portafoglio della banca, e oggetto del precedente comunicato stampa del 17 gennaio scorso”.

La nota prosegue spiegando che “le analisi, intraprese da questa banca tempestivamente e con il massimo grado di attenzione e diligenza, sono in fase di completamento e si prevede che possano essere sottoposte all’esame del consiglio di amministrazione della banca entro la prima metà del mese di febbraio. In tale seduta – prosegue il comunicato – il consiglio di amministrazione potrà, previa valutazione dei relativi impatti, adottare ogni misura necessaria per assicurare, anche retrospettivamente, la corretta rappresentazione contabile delle operazioni in oggetto”. Una volta conclusi tali processi valutativi la banca fornirà un’indicazione puntuale dei possibili impatti patrimoniali ed economici delle analisi attualmente in corso di finalizzazione in relazione alle operazioni in oggetto.

Mps conferma inoltre di aver richiesto di aumentare di 500 milioni di euro i cosiddetti Monti Bond “al fine di assicurare la copertura, dal punto di vista prudenziale, degli impatti patrimoniali di eventuali rettifiche di bilancio, nonché degli eventuali costi di chiusura delle operazioni in oggetto, qualora la Banca ritenga conveniente tale chiusura nell’esclusivo interesse suo e dei suoi azionisti”.

Stando a quanto risulta a Il Fatto Quotidiano, le perdite della banca che hanno permesso il ricorso ai Monti Bond trarrebbero origine da un derivato stipulato nel 2009 con Nomura, che avrebbe provocato un impatto sui conti del 2012 pari a 220 milioni di euro. Derivato che è rimasto nascosto, scrive il quotidiano, per tre anni e mezzo per poi essere scoperto dai vertici della banca senese solo lo scorso 10 ottobre.

Nel dettaglio, secondo quanto riportato dal giornale, l’operazione (denominata Alexandria dal nome del derivato firmato con la banca giapponese) aveva ad oggetto due contratti che in apparenza risultavano slegati ma che nella realtà erano interconnessi: il primo ha permesso a Mps di scaricare le perdite del derivato su Nomura, migliorando così il bilancio 2009. Il secondo fungeva sostanzialmente da rimborso alla stessa Nomura, in quanto la banca senese era disposta ad entrare in un asset swap e in due operazione pronti contro termine a 30 anni legate a tale swap. Non solo. Per il Fatto proprio le conseguenze dell’operazione avrebbe portato Mps ad alzare la somma dei Monti Mond chiesti al Tesoro da 3,4 a 3,9 miliardi di euro.

Per gli analisti di Equita, “se l’indiscrezione dell’esistenza di un contratto derivato non ancora contabilizzato venisse confermata si tratterebbe di una notizia con impatto negativo dal punto di vista reputazionale”. “sotto il profilo quantitativo infatti – spiegano gli esperti – il calo degli spread sui titoli di stato dovrebbe permettere di assorbire agevolmente questa nuova perdita.