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Mps chiede fiducia “al buio” agli obbligazionisti retail, a loro l’onere del primo passo

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Entro fine mese partirà l’iter per la conversione volontaria dei bond subordinati del Monte dei Paschi di Siena. L’operazione rappresenta uno dei tasselli essenziali per il futuro aumento di capitale da 5 miliardi di euro programmata dal management.

La conversione su base volontaria riguarderà 11 bond subordinati Tier 1 e Tier 2. I prezzi di conversione sono fissati all’85% del valore nominale per i bond Tier 1 e al 100% per i bond Tier 2. A seconda dell`emissione il prezzo di offerta implica un premio tra il 25 e il 35% rispetto ai valori correnti.

“I valori nominali di riacquisto di 85 e 100 sono certamente molto generosi rispetto ai prezzi di mercato delle obbligazioni interessate” sostengono gli analisti di Marzotto Sim, secondo i quali tuttavia occorrerà conoscere il valore reale in azioni che gli (ex) obbligazionisti finiranno col ricevere. Ed è proprio questo uno dei punti di maggior incertezza secondo gli esperti della società d’investimento: “viene richiesto un atto di fiducia ‘al buio’ agli investitori obbligazionari retail”.

Convertire o non convertire? Questo l’amletico dubbio dei possessori di bond subordinati dell’istituto senese. Per Marzotto Sim la banca ha utilizzato dei toni perentori nel comunicato diffuso ieri per lanciare l’operazione. “I toni della proposta da un lato descrivono la situazione di MPS con estrema trasparenza, ma dall’altro denunciano la natura ‘non proprio volontaria’ della proposta stessa” sottolineano dall’Ufficio studi della sim milanese.

Come comportarsi dunque?
“Da un lato il comportamento più logico e razionale sarebbe quello di attendere maggiori informazioni prima di aderire. Dall’altro, adesioni molto basse potrebbero mettere a rischio il piano di ricapitalizzazione, con effetti negativi sugli stessi obbligazionisti” conclude la nota dell’Ufficio studi.