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Mps Capital Services si attende da Fed altro taglio di 25 pb il 30/1

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Negli Usa l’attesa riunione della Fed di ieri, come mettono in evidenza gli economisti di Mps Capital Services, si è conclusa con un taglio di 25 punti base sia dei Fed Fund sia del tasso di sconto, con qualche membro (ad esempio il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, ndr) che invece ha votato a favore di un taglio da 50 punti base. Nel comunicato successivo all’incontro la Fed non ha esplicitato in modo chiaro se i rischi pendono più verso l’inflazione o la crescita. Qual è il significato della decisione di ieri? Secondo gli economisti di Rocca Salimbeni, “verosimilmente la Fed non ha inteso prendere un impegno forte in vista del prossimo Fomc del 30 gennaio lasciando aperte le porte verso qualsiasi ipotesi. Di conseguenza non è stato esplicitato in modo netto il cosiddetto ‘bias’. Allo stesso tempo emerge una spaccatura all’interno del board tra chi attribuisce maggiore importanza alle turbolenze sui mercati e chi invece preferisce non assecondare eccessivamente le aspettative degli operatori che invece ieri propendevano per un taglio più corposo almeno del tasso di sconto. A riprova di ciò il forte calo dei listini azionari e dei tassi di mercato soprattutto sulla parte a due anni, per il timore che manovre tardive della Fed aumentino il rischio recessione”. Al momento l’aspettativa di Mps Capital Services è per un ulteriore taglio di 25 punti base il prossimo 30 gennaio, ma “l’ago della bilancia sarà ancora rappresentato dall’andamento dei mercati monetari”.