1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Valute e materie prime ›› 

Mps Capital Services, nuovi record per l’oro nella prima metà 2008

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Dopo aver esordito nel 2008 con nuovi record di prezzo, arrivando a sfiorare i 915 dollari per oncia, l’oro è arretrato di poco meno di quattro punti percentuali riportandosi nei pressi di area 880 dollari. Il movimento di ritracciamento, come d’altronde il raggiungimento dei nuovi massimi in precedenza, ha seguito di pari passo l’andamento di altre variabili economiche. In primo luogo l’allentamento della pressione sul cambio euro/dollaro, attualmente nei pressi di quota 1,46 dopo aver superato la soglia degli 1,50. In secondo luogo l’arretramento del prezzo del barile di petrolio, con il Wti che dopo aver toccato i 100 dollari al barile è tornato sui suoi passi perdendo all’incirca 10 dollari e dando un po’ di respiro anche al fronte inflazionistico. Infine le previsioni di recessione negli Stati Uniti d’America che hanno portato a ipotizzare un rallentamento della domanda di commodity nel prossimo futuro.


Tre elementi che non sono certo sufficienti a far prendere in considerazione la possibilità che il ciclo rialzista dell’oro sia concluso o che il movimento di ritracciamento recente abbia un respiro che vada oltre il breve periodo. Almeno fino a quando le tensioni sul mercato del credito, sui mercati azionari e sulla situazione economica degli Stati Uniti non si saranno allentate, il rischio di vedere l’oro stabilire nuovi record, assolvendo in pieno al suo tradizionale ruolo di bene rifugio, rimane elevato. Tanto che gli analisti di Goldman Sachs si sono spinti a ipotizzare un’impennata fino a 1000 dollari l’oncia nel breve termine, rivedendo al rialzo le stime di prezzo medio per il 2008 a 915 dollari da 800.

Nuovi massimi nella prima metà dell’anno vengono ipotizzati per il metallo giallo anche dagli esperti di Mps Capital Services. Sostanzialmente si tratta di quel lasso di tempo da molti indicato come necessario per poter avere una situazione più chiara sulle diverse variabili che stanno tenendo in scacco le piazze finanziarie in questo primo scorcio di 2008. Sei mesi necessari per stabilizzare il mercato del credito, per superare la tempesta che i mutui subprime ha scatenato nei bilanci delle aziende bancarie e per vedere che direzione prenderà l’economia Usa. Dopo questo periodo è possibile una correzione e una fase laterale “simile a quella che ha caratterizzato la seconda parte del 2006”. Nel complesso gli analisti di Mps Capital Services vedono il 2008 dell’oro come un anno di consolidamento di un trend rialzista di lungo periodo che “dovrebbe riprendere in modo deciso nel 2009”.


Cinque gli elementi che spingono a favore di un proseguimento del rialzo nel 2008: le tensioni geopolitiche che potrebbero far aumentare la ricerca di beni rifugio; il proseguimento delle spinte inflattive; l’incremento delle riserve auree da parte delle banche centrali asiatiche che, attualmente, detengono solo una parte marginale delle proprie riserve in oro e sembrano determinate ad aumentare tale quota; la continuazione della debolezza del dollaro e la possibilità di avere tassi reali negativi nel 2008 in America, una condizione che “negli ultimi quindici anni ha coinciso con un aumento delle quotazioni dell’oro”.


Sul fronte opposto, a favore di una frenata dell’oro, gli analisti di Mps Capital Services annoverano l’apprezzamento del dollaro al superamento del picco della crisi che attanaglia gli Usa; una crisi più generale e profonda sui mercati finanziari che potrebbe constringere alcuni fondi speculativi a liberare liquidità da asset in guadagno (come l’oro) per riparare eventuali perdite accumulate su altre asset class e la tipica tendenza dell’oro a far seguire fasi laterali e correttive dopo periodi di forte crescita come quello al quale si è appena assistito. A partire da agosto scorso infatti il rialzo dell’oro nero è stato di quasi 40 punti percentuali.