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Mps Capital Services: banche centrali protagoniste e maggior focus sugli Usa nel 2013

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Pubblichiamo un estratto della sintesi dell’Outlook annuale 2013 realizzato da Mps Capital Services.

Negli Usa, il 2012 si è svolto all’insegna di segnali di recupero del comparto immobiliare e di quello occupazionale che però non sono stati ritenuti soddisfacenti dalla Fed in termini di velocità di ripresa manifestata. In prospettiva l’accordo potrebbe comportare una penalizzazione della crescita nella seconda parte dell’anno che potrebbe a sua volta comportare un maggior focus sui conti pubblici. Il Pil è atteso crescere in media dell’1,6% nel 2013. La Fed potrebbe pertanto prorogare ed eventualmente ampliare ulteriormente i piani di acquisto di bond recentemente annunciati.

In area Euro per il 2013 l’attesa è di continuazione della fase recessiva con la variazione del Pil prevista a -0,2%. La fase di forte rallentamento è attesa estendersi ai paesi core, in particolare alla Germania almeno per il primo semestre del prossimo anno. Sul fronte inflazione l’attesa è di un’inflazione media pari all’1,9%. Il rialzo dell’Iva italiana a luglio è attesa essere in parte bilanciato dal calo previsto del greggio. Sul fronte Bce è atteso un taglio di 25 punti base del tasso di riferimento nel corso del primo trimestre. L’ipotesi invece dell’adozione di un tasso negativo sulla deposit facility, potrebbe diventare più verosimile nel caso di un eccessivo apprezzamento dell’euro in conseguenza delle corpose manovre delle altre banche centrali, prima fra tutte la Fed.
 
Dal punto di vista degli asset finanziari, lo scenario base prevede un primo semestre mediamente più favorevole agli asset rischiosi, in previsione di un miglioramento della percezione del profilo della crescita globale grazie al contestuale intervento di governi e banche centrali, sebbene in modo non uniforme nelle diverse aree geografiche. L’andamento prospettico delineato potrebbe essere soggetto a temporanee fasi di maggiore volatilità, ad esempio in prossimità delle elezioni italiane. All’interno di tale trend non è da escludere anche in questo caso la possibilità di temporanee fasi di più accentuata volatilità. La seconda parte dell’anno avrà come evento centrale le elezioni tedesche ed austriache di settembre, in corrispondenza delle quali potrebbe esservi un temporaneo ritorno sui titoli core.
 
Sul fronte forex, per il 2013 la tendenza al deprezzamento del dollaro potrebbe mediamente proseguire, principalmente nella prima parte dell’anno, in scia alla liquidità ancora abbondante che dovrebbe prevalere sui mercati ed al possibile recupero dell’economia mondiale dopo il rallentamento visto nell’ultima parte del 2012. Tuttavia potrebbero ancora emergere temporanee fasi di apprezzamento del dollaro, come ad esempio la fase elettorale italiana. L’eventuale adozione del tasso negativo sulla Deposit Facility potrebbe comportare il ritorno dell’euro in area 1,27 tra il secondo ed il terzo trimestre per poi riprendere la fase di deprezzamento a fine anno.
Sul fronte emergenti, la prima parte dell’anno potrebbe vedere un ritorno degli investitori sulle valutep articolarmente penalizzate nel corso del 2012, quali real, rupia e rand.

Con riferimento alle commodity, il 2013 potrebbe essere un anno a due facce: la prima metà positiva grazie alla ripresa economica cinese ed alla liquidità delle banche centrali, seguita da una fase di cali generalizzati in particolare del Brent,a causa del maggior focus sul tema Usa. Dal ribasso della seconda parte 2013 potrebbe rimanere indenne l’oro. I principali rischi collegati agli scenari delineati fanno riferimento sia alla possibilità di uno scenario di crescita migliore del previsto soprattutto per gli Usa, sia a rischi geopolitici che potrebbe mettere in discussione l’attesa di prezzo calante del greggio.