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MPS, Bce: necessarie altre discussioni. Profumo, chiesto rinvio a giudizio: oggi nomina ad AD Leonardo

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MPS ancora sorvegliata speciale della Bce, i tempi per l’ok alla ricapitalizzazione preventiva per salvare la banca senese e strapparla alle grinfie del bail-in potrebbero allungarsi.

Un nuovo altolà è arrivato da Daniele Nouy, numero uno della supervisione delle banche in Eurozona presso la Bce, che ha parlato nel corso di una conferenza a Francoforte. Nouy ha indicato la necessità di procedere a “discussioni aggiuntive” per capire le effettive necessità di ricapitalizzazione dell’istituto, che lo scorso dicembre la stessa banca centrale aveva quantificato a 8,8 miliardi di euro.

Di questa somma, fanno parte le perdite potenziali che MPS soffrirebbe nel caso in cui gli scenari avversi contemplati negli stress test dovessero verificarsi. E il nodo è rappresentato proprio da questi stress test, in quanto secondo Nouy “gli stress test dell’Autorità bancaria europea (EBA) su cui è basato il calcolo del fabbisogno di capitale non è stato preceduto da una revisione della qualità degli asset”.

E “ciò sta dando il via a discussioni ulteriori per capire se le perdite potenziali sarebbero davvero coperte dai capitali privati”.

Nuovo intoppo, dunque, nelle trattative tra MPS, il Mef, l’Unione europea e la Bce su un intervento dello Stato. Che, a questo punto, rischia di essere ancora più pesante dei 6,6 miliardi di euro stimati (cifra tra l’altro oggetto di perplessità da diverse settimane, per l’eterno problema delle sofferenze e per altre questioni spinose emerse con la pubblicazione dell’ultima trimestrale).

Sia la Bce che l’Eba lanciarono un’indagine approfondita sui bilanci delle banche dell’Eurozona nel 2014, anno in cui la vigilanza del settore venne attribuita poi solo alla divisione della Bce.

Quando, nel 2015, alcune banche elleniche presentarono una richiesta di ricapitalizzazione precauzionale, dovettero essere sottoposte prima di tutto alla revisione della qualità degli asset, così come è poi accaduto per altri istituti che sono stati sottoposti alla diretta supervisione della Bce, per la prima volta, nel 2015 e 2016.

Tale test non è stato effettuato tuttavia lo scorso anno su MPS e altre banche, in quanto si è ritenuto che non fosse necessario, visto che in questo caso il radar della Bce era attivo, ormai, da quasi due anni.

MPS sotto i riflettori anche per la notizia delle ultime ore, relativa alla decisione della Procura di Milano di chiedere il rinvio a giudizio di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, ex presidente ed ex ad di Mps e di Paolo Salvadori, ex presidente del Collegio sindacale dell’istituto, accusati di falso in bilancio e aggiotaggio, per i quali lo scorso aprile il gip Livio Cristofano ha respinto l’istanza di archiviazione della loro posizione.

E tra l’altro proprio oggi Alessandro Profumo dovrebbe essere nominato alla guida di Leonardo-Finmeccanica.