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Mps: banche al lavoro per valutare ipotesi estensione conversione bond subordinati

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Prende corpo per Banca Mps la possibilità di  convertire i bond subordinati in azioni. La misura, quantificata in 2 miliardi di euro, potrebbe ridurre a circa 3-3,5 miliardi l’entità dell’aumento di capitale rispetto ai 5 mld preventivati. La conversione dovrebbe avvenire a un prezzo a premio di circa il 60% sul valore corrente che risulta a sconto del 50% sul valore nominale. 
A Piazza Affari il titolo Mps si muove in rialzo anche oggi segnando un +1,36%% a 0,245 euro. 
L’ultima ipotesi emersa nel corso della giornata di ieri è di riservare ai retail una piccola fetta dei bond proposti in conversione. Coinvolgimento che sarebbe sempre su base volontaria. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’idea sarebbe di riservare al retail solo una piccola fetta (circa il 10%) dei bond proposti in conversione. 
Le banche sono quindi al lavoro su più fronti nell’operazione di rafforzamento patrimoniale dell’istituto senese e tra domani e dopodomani dovrebbe esserci un summit tra le banche coinvolte nell’aumento di capitale. Nel summit le banche dovrebbero esaminare anche la tempistica dell’operazione. Molte banche avrebbero raccolto l’orientamento degli investitori a sottoscrivere azioni ma solo a valle del referendum sulla riforma costituzionale, in modo da avere certezze sugli assetti politici e istituzionali del Paese. Referendum che dovrebbe essere fissato a fine novembre

Per ingolosire i sottoscrittori ad aderire alla conversione, prosegue il quotidiano romano, si dovrebbe optare per un prezzo di conversione a premio di circa il 60% sul valore corrente che è a sconto (50%) sul valore nominale. Le banche avrebbero già raccolto interesse da parte di fondi sovrani. Una bozza del piano dovrebbe arrivare a breve sul tavolo del governo (il Tesoro è azionista di Mps con una quota del 4,024%).