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Mps: aumento a forte rischio, ipotesi scambio subordinati con bond a più lunga scadenza

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È stata una settimana tesissima per le azioni e le obbligazioni di Mps. A Piazza Affari il titolo della banca senese anche oggi si avvicina ai minimi storici, toccati martedì a 0,1833 euro, mentre i bond subordinati hanno sofferto le tanti voci sulla possibile conversione in equity, per dimezzare l’importo monstre dell’aumento di capitale. Qui però cominciano a sorgere i primi dubbi. Dei circa 5 miliardi di euro di subordinati in circolazione, 2,1 miliardi fanno riferimento ad un bond con scadenza maggio 2018 (IT0004352586) piazzato allo sportello con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisizione di Antonveneta.

Gli altri titoli sarebbero in mano ai cosiddetti “investitori istituzionali”. Ma di istituzionali, secondo fonti contattate da FinanzaOnLine, ce ne sarebbero davvero pochi visto che avrebbero già scaricato i loro titoli dopo i downgrade arrivati dalle agenzie di rating. Questi subordinati, pari a circa 2,5 miliardi di euro, sono stati venduti con tagli minimi da 50 mila euro e, anche questi, per la maggior parte sarebbero nelle mani dei risparmiatori.

Un Bail-In scatenerebbe risvolti sociali e politici, visto che il centro Italia e la Toscana sono bacini elettorali importantissimi per il Pd, non paragonabili a quelli emersi con le quattro banche fallite a fine 2015. La domanda quindi che ritorna con frequenza è: come fa una banca con 27,7 miliardi di euro di sofferenze lorde, tutte assai sedimentate come dicono a Siena, e che capitalizza in Borsa circa 550 milioni di euro a chiedere al mercato soldi freschi per ben 5 miliardi di euro?

A Siena non credono a fantomatiche piste asiatiche e nemmeno ad un intervento diretto dello Stato, visto che dal 1° gennaio è in vigore la nuova direttiva del Bail-In. E così spunta un’altra ipotesi. Secondo fonti senesi contattate da FinanzaOnLine, i subordinati del Monte potrebbero essere scambiati con bond a lunga scadenza (anche oltre 30 anni) garantiti da un pool di banche d’affari internazionali, con rating elevato e a fronte di laute commissioni. Oppure lo scambio dei subordinati di Mps avverrebbe con bond perpetual, successivamente convertibili in equity.

Resta ancora incerta la cessione dei 9,7 miliardi di euro di sofferenze nette che, sempre secondo fonti contattate da FinanzaOnLine, qualora dovesse saltare la vendita al fondo Atlante potrebbero essere comprati dalla Bce, che ha spinto in maniera decisa per l’approdo di Marco Morelli alla guida del Monte, attraverso la creazione di un veicolo ad hoc.