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Mps: approvato nuovo Piano di Ristrutturazione, aumento da 2,5 miliardi e 8 mila esuberi

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Via libera di Banca Mps al nuovo Piano di Ristrutturazione 2013-2017. Il documento, “predisposto -si legge nella nota diffusa dall’istituto senese- secondo le linee guida concordate con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Commissione Europea […] prevede una serie di azioni volte al ripristino di una redditività in linea con il costo del capitale e sostenibile nel tempo, e al pieno rafforzamento della struttura patrimoniale, del capitale e della liquidità della Banca”. La banca “auspica di ricevere l’approvazione dello stesso da parte delle Autorità competenti entro la data di approvazione della trimestrale prevista per il 14 novembre”.


 “Il piano di ristrutturazione conserva intatte la nostra visione e le priorità strategiche della Banca ma consente di accelerarne il rilancio attraverso il rafforzamento patrimoniale ed il piano di rimborso anticipato dei Nuovi Strumenti Finanziari, nel pieno interesse di tutti i nostri stakeholder”, ha detto il Presidente di Mps Alessandro Profumo.

Utile 2017 stimato a 900 milioni
Il Piano prevede di raggiungere al 2017 un utile netto di circa 900 milioni di euro e un Rote (Return on tangible equity, un tasso di rendimento sul patrimonio netto tangibile) di circa 9%.
In precedenza i due dati, al 2015, erano rispettivamente stimati a circa 600 e a circa il 7%.

Il processo di rafforzamento patrimoniale dell’istituto passerà per un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro (in precedenza era di un miliardo) da realizzarsi entro la fine del prossimo anno per rimborsare tre miliardi di euro di “Nuovi Strumenti Finanziari” (più del 70% del totale). La restante parte sarà rimborsata tramite generazione interna di capitale. I finanziamenti a lungo termine contratti con la Banca Centrale Europea (Ltro) saranno completamente rimborsati entro il 2015 e al 2017 la quota di titoli italiani in portafoglio è attesa in calo dai 23 miliardi del giugno 2013 a circa 17 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il personale, tra il 2011 e il 2017 la forza lavoro scenderà di circa 8 mila dipendenti e il costo del personale è stimato in riduzione per circa 500 milioni di euro. “L’obiettivo di riduzione dell’organico al 2017 risulta coerente con i risultati fin qui ottenuti (riduzione di circa 2.700 unità)” e, per la quota rimanente, “oltre alle operazioni industriali di cessione delle attività non strategiche e di esternalizzazione, il Piano prevede soluzioni che consentano il raggiungimento degli obiettivi con il minor impatto occupazionale possibile attraverso il ricorso al Fondo di solidarietà”.

Per quanto riguarda le remunerazioni del management, l’impegno è di rispettare il limite massimo concordato con la Commissione Europea a 500 mila euro fino al completamento dell’aumento di capitale o al rimborso integrale dei “Nuovi Strumenti Finanziari”.

“Nell’ultimo anno il rilancio della Banca si è materializzato attraverso importanti risultati in termini di riorganizzazione aziendale, sviluppo commerciale e forte contenimento dei costi, pur in presenza di un contesto di mercato più difficile del previsto”, ha commentato l’amministratore delegato Fabrizio Viola. “Si apre ora la seconda fase -continua il manager- che ci vedrà impegnati nel proseguimento del rilancio, nell’esecuzione del Piano di Ristrutturazione e nel rimborso del debito di Stato”.