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Mps ancora sotto pressione in Borsa, tutti i guai nascono dall’acquisto di Antonveneta

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Tutti i guai di Siena nascono dall’Antonveneta. La banca padovana, che ha già messo a dura prova sia la Popolare di Lodi sia l’Abn Amro, sta portando i suoi fantasmi anche a Rocca Salimbeni. Ieri il Nucleo valutario della Guardia di Finanza e la Procura di Siena hanno fatto irruzione nella cittadina toscana per capire come sia stato possibile sostenere l’acquisto di Antonveneta. Nel novembre 2007 il Monte dei Paschi rilevò dal Santander per 9 miliardi di euro in contanti l’Antonveneta, una cifra decisamente superiore rispetto ai 6,6 miliardi pagati dall’istituto iberico all’Abn Amro soltanto due mesi prima.
 
Una cifra astronomica secondo il presidente uscente del collegio sindacale del Monte, Tommaso di Tanno. Il quale ha dichiarato che l’Antonveneta valeva 2,3 miliardi di euro. Come è possibile, quindi, che l’istituto veneto sia stato pagato quattro volte tanto?

I grattacapi per Siena e la sua Fondazione sono iniziati proprio qui: per finanziarie l’acquisto nell’aprile 2008 Mps lanciò un aumento di capitale da 5 miliardi di euro, nel 2010 ha sottoscritto 1,9 miliardi di Tremonti Bond (non ancora restitutiti), nel 2011 è arrivato il secondo aumento di capitale mentre quest’anno la Fondazione ha deciso di vendere il 15% di Rocca Salimbeni per ripianare i suoi debiti.

L’ipotesi di reato è ostacolo alle autorità di vigilanza, mentre la Consob starebbe indagando sui movimenti del titolo Mps tra il giugno 2011 e il gennaio 2012. Una brutta botta per una banca che ha appena rinnovato la squadra di vertice, con l’arrivo di Alessandro Profumo e Frabrizio Viola.

A Piazza Affari il titolo del Monte ieri ha lasciato sul parterre 7 punti percentuali ed anche oggi viaggia in deciso ribasso, mostrando una perdita di oltre 3 punti percentuali a 0,225 euro.