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Mps: allo studio conversione di tutti i bond subordinati, nella lista spunta anche un senior

QUOTAZIONI Bca Mps
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I vertici di Mps, come annunciato alcuni giorni fa in una nota, stanno valutando le modalità per convertire le obbligazioni subordinate in modo da rafforzare il capitale e ridurre l’importo dell’aumento di capitale da chiedere al mercato. Il piano sarà presentato il prossimo 24 ottobre dal Ceo Marco Morelli, che si trova tra le mani un dossier bollente per i potenziali risvolti sociali ed economici. Il punto cardine sarà proprio la “conversione volontaria” dei bond subordinati.

Mps ha sul mercato poco meno di 5 miliardi di euro di bond subordinati: 2,1 miliardi di euro in tagli da 1.000 euro e i restanti con tagli minimi da 50 mila euro. Secondo fonti contattate da FinanzaOnLine, tutti i subordinati di Mps in circolazione rientrerebbero nel piano di conversione, compresa l’obbligazione con scadenza maggio 2018, venduta allo sportello con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisizione di Antonveneta e quotata solo sul mercato interno della banca.

Ma non finisce qui. Le principali banche italiane avrebbero inviato delle lettere ai propri clienti chiedendo di poter condividere le loro informazioni relative ai propri dossier titoli. Un modo per capire come sono distribuiti i bond subordinati del Monte tra clientela retail e clientela istituzionale. All’interno una lista di titoli che comprendeva tutti i bond subordinati di Mps, ma anche un titolo senior.

Secondo fonti sentite da FinanzaOnLine, si tratterebbe dell’obbligazione senior Mps 3,625% con scadenza gennaio 2019 (XS1051696398) e taglio minimo da 100 mila euro. Anche questa obbligazione rientrerebbe quindi nella cosiddetta “conversione volontaria”. In questi giorni ci sarà da capire anche un altro elemento fondamentale: a quale prezzo saranno convertiti in equity questi bond.

Nel frattempo Mps e i suoi advisor continueranno a sondare il mercato, che finora aveva mostrato scarso interesse ad iniettare 5 miliardi di euro di capitali freschi nella banca, come inizialmente previsto dal piano di JP Morgan e dell’ex Ceo Fabrizio Viola. Ora la taglia dell’aumento sarà più ridotta, ma a pagare il conto salato saranno anche gli obbligazionisti della banca senese.