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Mps al test assemblea dopo ok Bce a piano, atteso un miliardo da conversione bond

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E’ arrivato il primo giorno chiave nell’architettura della complessa operazione di ricapitalizzazione di Banca Mps. Stamattina a Siena si riunisce l’assemblea straordinaria dei soci chiamata ad approvare, tra l’altro, l`aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

Avvio tonico in Borsa oggi per il titolo Mps con un balzo di oltre l’8% a quota 0,242 euro.

Conversione volontaria al via lunedì 28
l cda post assemblea dovrebbe poi approvare la tempistica dell’operazione con avvio lunedì 28 novembre (fino al 2 dicembre) del piano di conversione volontaria di bond subordinati per quasi 4,3 mld di euro e ricapitalizzazione al via invece il 6 o il 7 dicembre.

L’istituto senese punterebbe a raggiungere un target minimo di 1 mld di euro dalla conversione volontaria, anche se inizialmente l’obiettivo di massima prevedeva una cifra maggiore (1,5 mld). L’istituto guidato da Marco Morelli punterebbe poi a raccogliere un altro miliardo e mezzo dagli investitori e la restante quota di 2 miliardi attraverso l’aumento di capitale.

Ok Bce ad aumento senza piano B
Intanto ieri sono pervenute le autorizzazioni da parte della Banca Centrale Europea (Bce) in merito all’operazione prospettata al mercato in data 25 ottobre. La Banca di Italia ha altresì comunicato di aver positivamente completato la procedura di accertamento, ai sensi dell’articolo 56 del Testo Unico Bancario, inerente le modifiche statuarie ai fini dell’operazione.
Sempre ieri Mps ha precisato, si richiesta Consob, che non sono allo studio operazioni alternative rispetto a quella annunciata al mercato il 25 ottobre. Qualora l’operazione non dovesse essere approvata dall’assemblea dei soci, in programma domani, o dovesse subire ritardi o modificazioni nella fase esecutiva, la medesima non potrebbe essere perfezionata secondo l’attuale assetto contrattuale.

Sul mercato nell’ultima settimana si era diffusa l’ipotesi di un piano B che comprenderebbe la conversione obbligatoria dei bond subordinati per evitare lo spauracchio del bail-in.