La mossa della Fed spinge al rialzo anche i listini europei

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La maxi iniezione di liquidità da 200 miliardi di dollari decisa dalla Federal Reserve e dalle altre principali banche centrali mette di buon umore anche le principali Piazze europee. Da Parigi a Londra, da Milano a Francoforte sono gli acquisti ad imporsi. Tra i migliori listini del Vecchio continente spicca il Cac40, che guadagna circa il 2,23%. Segno più anche per il listino londinese e quello tedesco, che in questo momento segnano rispettivamente un progresso del 2,02% e dell’1,83%. Seduta in territorio positivo anche per la City milanese, in rialzo di circa un punto percentuale.

La mossa della banca centrale americana aveva avuto un effetto benefico già su Wall Street. I listini statunitensi hanno messo a segno la miglior performance giornaliera degli ultimi 5 anni e la quarta miglior seduta di sempre in termini di punti di rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato il 3,55%, il Nasdaq il 3,98% e lo S&P500 il 3,71%. Solo tre volte il Dow Jones ha messo a segno un progresso superiore a quello di ieri, ma la statistica non dà indicazioni tranquillizzanti per gli investitori. In tutti e tre i casi citati la seduta successiva a quella record si è infatti chiusa con una flessione dell’indice. Intanto il rimbalzo si è esteso anche a Tokyo, con il Nikkei che ha chiuso in rialzo di oltre l’1%. Oltre all’effetto sulle Borse, la mossa delle banche centrali ha però anche modificato le attese del mercato sulle prossime decisioni della Fed in termini di tassi d’interessi: sono infatti diminuite le attese di un taglio di 75 punti base per la prossima riunione del 18 marzo.

Gli istituti centrali hanno riproposto le azioni concertate per arginare la crisi del credito inaugurate lo scorso dicembre. Nel dettaglio la Federal Reserve estenderà il suo programma di finanziamento rendendo disponibili fino a 200 miliardi di dollari in operazioni su un arco temporale di 28 giorni anziché sull’overnight. Nell’ambito delle operazioni la Fed sconterà titoli con collaterale rappresentato da mortgage backed securities e da titoli emessi dalle agenzie governative Fannie Mae e Freddie Mac, ma anche titoli originati dalla collateralizzazione di mutui emessi da società private caratterizzate da rating AAA. Le azioni avranno cadenza settimanale e partiranno dal 27 marzo.


E’ un atto che segue le azioni coordinate intraprese nel dicembre 2007 da parte delle banche centrali del G10, da allora costantemente in contatto per lavorare al contenimento delle pressioni sulla liquidità nel mercato del finanziamento. “In alcuni di questi mercati le pressioni sono recentemente aumentate – si legge però nel comunicato della Fed – e noi continuiamo a lavorare insieme e intraprenderemo i passi necessari”. Insomma l’azione annunciata oggi nasce dall’evidenza di un nuovo intensificarsi dei problemi.


Sempre nel contesto dell’interazione tra le banche centrali, il Fomc ha inoltre autorizzato l’incremento delle esistenti linee di currency swap con la Banca centrale europea e la Banca nazionale svizzera. Queste misure forniranno alle due banche centrali rispettivamente un massimo di 30 e 6 miliardi di dollari. La Bce potrà così fornire liquidità in dollari, a partire da un’operazione che prenderà il via con un’iniezione per un massimo di 15 miliardi programmata per il prossimo 25 marzo. In dicembre Bce e Fed erano intervenute coordinatamente con aste in dollari, le cosiddette temporary auction facilities.

 

(notizia aggiornata alle 11.49)

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