Moscovici: sarò guardiano delle regole. Se Francia le viola andrò avanti con procedura

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 02/10/2014 - 10:15

"Mi assicurerò che tutti rispettino regole". Non usa mezzi termini il prossimo commissario agli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, nell'audizione odierna all'Europarlamento. "Stabilità e crescita non sono opposti, non c'è crescita senza riduzione dei debiti e non c'è riduzione dei debiti senza crescita". E aggiunge: "Tratterò tutti i Paesi sulla base delle stesse regole, sarò guardiano delle regole, sarò un arbitro giusto e imparziale per assicurare che tutti, sottolineo tutti, rispettino le regole comuni".

"Cosa farò di fronte al mio Paese d'origine? La mia bussola sono le regole, niente altro che regole. Sono qui per assicurare la credibilità del nostro progetto di sorveglianza di bilancio e se un Paese non soddisfa gli obblighi dei trattati con le azioni necessarie e si trova sotto procedura come la Francia, io continuerò con la procedura". "Il mio ruolo - ha proseguito - è far rispettare le regole, non modificarle in modo fantasioso, le regole ci sono per essere rispettate, sono intelligenti e non stupide, esaminano la situazione specifica dei Paesi, considerano la situazione economica, insistono sullo sforzo strutturale", ha spiegato Moscovici. Secondo il commissario "se un Paese in procedura deficit non realizza le azioni necessarie previste dal Patto, se non fa le riforme richieste, non segue la riduzione deficit prevista, non c'è scelta, bisogna portare avanti la procedura, e come commissario europeo farò il mio mestiere".

Allo stesso tempo però Moscovici spiega che "occorre rafforzare la governance. Non possiamo accettare un altro anno a crescita zero, quindi mi adopererò per il piano di investimenti di Juncker perchè la Ue ha urgentemente bisogno di investimenti per creare nuova occupazione". "Bisogna agire insieme sia su riduzione del deficit che sulla crescita", ha precisato.

Proprio ieri la Francia ha detto no alle nuove misure di austerità e ha annunciato ufficialmente che quest'anno il rapporto deficit/Pil si attesterà al 4,4%, per scendere solamente al 4,3% nel 2015, superando così la soglia del 3% imposta dall'Unione europea. Il target verrà raggiunto solo nel 2017 e non più nel 2015.

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