Mosca sembra intenzionata a salvare Cipro. In serata Bernanke potrebbe muovere i mercati

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 20/03/2013 - 17:58
In rialzo gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia una crescita dello 0,40% (a livello intraday nuovo record storico a 14545 punti), lo S&P500 dello 0,50% e il Nasdaq Composite dello 0,35%. Piazze azionarie europee (soprattutto Milano e Madrid) in verde sulla scia di una flessione delle tensioni su Cipro.

Nonostante la decisione di ieri del Parlamento di Nicosia che ha bocciato la proposta di prelievo forzoso sui conti ciprioti, le indiscrezioni odierne su un intervento della Russia nel salvataggio dell'isola hanno allentato i timori degli investitori. Le agenzie di stampa avevano già dato per concluso un accordo di vendita della Cyprus Popular Bank ai russi poi smentito da un portavoce del Governo di Nicosia.

La Troika sembra intenzionata a concedere più tempo all'esecutivo dell'isola per racimolare i 5,8 miliardi di euro necessari per attivare il prestito da 10 miliardi di euro. Intanto l'attenzione degli investitori torna ora a rivolgersi verso gli Stati Uniti e in particolare al meeting del Fomc (la commissione operativa della Federal Reserve).

Se sono scontate le scelte su tassi (stabili nella forchetta 0-0,25%) e quantitative easing (invariato a 85 miliardi di dollari al mese), molta attenzione ci sarà sulle parole che il governatore della FED, Ben Bernanke, pronuncerà nella conferenza stampa.

Le attese sono fissate su un Bernanke che non mostrerà alcun cambiamento rispetto ai mesi scorsi, sottolineando la piena fiducia nelle strategie monetarie ultra-espansive.

I dati macroeconomici hanno evidenziato un miglioramento dello stato di salute dell'economia americana (soprattutto nel settore immobiliare) ma il tasso di disoccupazione resta troppo elevato. Riteniamo, tuttavia, che Bernanke abbia già in mente una fine anticipata del QE ma almeno nel breve termine non mostrerà alla comunità finanziaria alcun segnale in tale direzione.

Italia: rimbalzo per il FTSE Mib
A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato in rialzo del 2,20% a 16016 punti. Da segnalare che in Italia sono iniziate le consultazioni del presidente Napolitano al Parlamento per valutare se ci sono le possibilità di formare un governo, fondamentale per eliminare i timori per uno stallo istituzionale che avrebbe ripercussioni fortemente negative sull'economia del Bel Paese.

Sul fronte societario forti acquisti sui bancari (soprattutto BPM dopo la pubblicazione dei conti e il via libera alla trasformazione in società per azioni). Bene Mediaset grazie all'upgrade di Goldman Sachs.

Valute: eur/usd a 1,2950
Reagisce il cambio euro/dollaro dopo i recenti ribassi e ritorna a 1,2950. Per allentare le recenti tensioni il cross dovrà superare le resistenze situate a 1,3050 (copertura del gap down) e 1,31 (picchi di metà marzo), oltre alle quali si potrebbe spingere verso gli obiettivi a 1,32. Attenzione tuttavia che l'eventuale cedimento dei bottom settimanali a 1,2845 potrebbe riattivare le pressioni ribassiste del trend di medio periodo creando i presupposti per una discesa verso 1,28 e 1,2660, bottom di metà novembre e ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci dell'ascesa dai minimi della scorsa estate.

Macro: poche cifre rilevanti
Nel pomeriggio non si segnalano cifre macroeconomiche di particolare rilevanza.

Titoli di Stato: spread in calo
Sul fronte governativo, diminuiscono le tensioni sui debiti dell'Europa periferica. Lo spread btp/bund è sceso al di sotto della soglia dei 330 pb, grazie alla flessione del rendimento del decennale italiano al 4,62% e alla crescita del rendimento del bund tedesco a 10 anni all'1,39%.

Commodities: in ribasso l'oro
Le quotazioni del metallo prezioso registrano una lieve flessione a 1608 dollari l'oncia dopo la seduta positiva di ieri.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG
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