Mosca, il nuovo emirato del petrolio

Inviato da Redazione il Mer, 05/10/2005 - 10:29
Secondo la classifica stilata dalla rivista 'Forbes', la capitale russa è la città dove risiedevano più super milionari nel 2004
Non è stata certo la Perestroika a cambiare la vita dei moscoviti, i cittadini più privilegiati della Russia. Per questi ultimi, il vero cambiamento è arrivato nel XXI secolo, quando le riforme politiche sono state accompagnate da una crescita economica sostenuta dalle enormi riserve di petrolio e che, negli ultimi anni, ha potuto contare sulla spinta fornita dall'impennata degli introiti derivanti dalla vendita di un barile sempre più caro.
Se la neve del lungo inverno russo si trasformasse in dune di sabbia, più di un osservatore sarebbe portato a confondere Mosca con uno degli emirati del Golfo Persico. Allo stesso modo degli emirati, la capitale russa si è trasformata da una triste città dormitorio in un'oasi caotica e propensa ai traffici che determinano il guadagno facile. Ma come accade nelle aree desertiche del Golfo Persico, anche in Russia le oasi più redditizie sono a vantaggio di pochi.
La timida crescita economica del decennio anteriore è stata frenato dal crac finanziario del 1998, dalla caduta a picco del rublo e dalla rovina economica di milioni di persone. Quell'episodio ha forgiato non solo il cittadino medio, disposto più che mai a spendere il suo denaro anziché depositarlo in qualche banca. Inoltre, il crollo dell'economia condizionò l'anima del business, che si è risvegliata con un appetito sconsiderato per le opportunità offerte dal settore immobiliare.
Quando nell'anno duemila la produzione di petrolio cominciò ad aumentare, il sentiero della crescita era già segnato. Nei due anni successivi gli uomini del petrolio hanno aperto 110 nuovi pozzi, e negli ultimi anni non solo è aumentata l'estrazione del crudo e del gas naturale, ma si è anche scoperto che le riserve sono superiori a quanto previsto. Secondo le ultime rilevazioni, la Russia potrebbe contare sul 30% delle riserve mondiali di gas. Gli esperti russi hanno confermato che le riserve delle grandi società petrolifere (TNK- BP, Lukoil, Yukos e Sibneft) sono maggiori di quanto calcolato in precedenza. La prima, per esempio, ha accumulato lo scorso anno circa 9.000 milioni di barili rispetto a previsioni che si fermavano a 6.100 ( e i vertici della società hanno dichiarato di voler raggiungere presto quota 30.000 barili).
Grazie al boom del petrolio e ai flussi di petrodollari, il governo russo ha potuto saldare gran parte del debito estero ereditato dall'Unione Sovietica, ha creato un Fondo di Stabilità e comincia a finanziare le riforme della Sanità e dell'Educazione. Ma Mosca continua ad assorbire gran parte delle risorse accumulate con la vendita del petrolio. Dati sorprendenti pubblicati negli ultimi anni descrivono la seguente situazione: la capitale russa si è trasformata in una delle città più care del mondo, eguagliando o superando New York, Londra, Tokio e Hong Kong. Secondo la rivista Forbes, Mosca è la città dove vive il più alto numero di super- milionari (cittadini con patrimoni superiori ai mille milioni di dollari). (a cura di Fondionline.it)



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