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Morgan Stanley vede con il fumo negli occhi le banche italiane: grazia solo Mediobanca

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Morgan Stanley mette all’angolo le banche italiane. Presentano prospettive nebbiose, offrono limitati spazi di crescita, mostrano seri rischi di aumenti di capitali a fronte di una bassa profittabilità. Quanto basta per posizionare l’interruttore della convenienza ad avere o meno questi titoli in portafoglio sull’off. Meglio per il broker americano guardare altrove, in Europa. Tutta colpa del livello dei tassi.


In assenza di un loro aumento, gli analisti della banca statunitense non lasciano spazio a speranze: vedono uno spazio limitato di crescita per le banche italiane rispetto alla media europea che si aggira intorno al 13,3%. “Solo se i tassi salgono di 100 punti base pensiamo che il settore diventi più interessante, ma è l’unico caso positivo e sembra ancora qualcosa di remoto”, segnalano nel report che ha passato in rassegna il settore finanziario del Belpaese, in cui salvano in realtà solo Mediobanca.

Piazzetta Cuccia viene definita da Morgan Stanley “l’unica banca che vediamo in Italia con un trend di utili in crescita e un rendimento sul Nav tangibile (ossia sul capitale) che già copre il costo del capitale”. Il colosso americano, che ha avviato la copertura su Mediobanca, lo ha fatto con giudizio overweight e un prezzo obiettivo di 9,4 euro. Indicazioni recepite subito dagli operatori di mercato che fin dalle prime battute della seduta odierna hanno proiettano l’azione dell’istituto in cima al paniere principale, dove adesso guadagna il 3,96% a 7,62 euro, sostenuta dall’acquisto di un pacchetto massiccio di titoli, corrispondente allo 0,48% circa del capitale, nella fase d’asta.


Straordinari i volumi: sono, infatti, passati di mano oltre 9 milioni di pezzi, contro una media dell’intera seduta di 2,834 milioni negli ultimi trenta giorni. I trader leggono inoltre gli acquisti dei titoli della banca d’affari anche con la lente della distribuzione del dividendo, in calendario il prossimo 22 novembre. Mediobanca a parte, per Morgan Stanley la prudenza è la strategia migliore da abbracciare sul comparto finanziario italiano.

Il broker ha così assegnato il rating al livello equal weight ai big del credito Intesa Sanpaolo e Unicredit con una preferenza per la prima che ha, secondo a loro avviso, maggiore visibilità e un potenziale di utili a breve termine. Mentre sul titolo di Piazza Cordusio, per quanto attraente in base alle metodologie standard di valutazione, gli esperti sono convinti che sarà condizionato per qualche tempo ancora dalla “scarsa visibilità sulle nuove strategie e il rimpasto in corso al vertice”.

Non è un mistero che lo spettacolo impietoso che ha regalato il rebus della direzione generale, che ha visto mischiare sul mercato con imbarazzante disinvoltura i profili di Sergio Ermotti, Paolo Fiorentino e Roberto Nicastro, nella corsa alla direzione generale, abbia intaccato quell’immagine di efficientismo che si respirava nell’era Profumo. E ancora maggior cautela viene espressa sul Banco Popolare, Bmp e Mps relegate al girone underweight a causa “della profittabilità più bassa e dei rischi di aumento di capitale”.