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Morgan Stanley presenta i FANG europei: sono “underweight”. Ma non il resto dell’Europa

Lo strategist della banca fa un parallelismo tra il trend delle quattro azioni scambiate a Wall Street e quello di quattro indici azionari europei.

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L’acronimo FANG è noto ormai a tutti: include i titoli dei colossi americani Facebook, Amazon, Netflix e Google di Alphabet. Esiste anche una variante che include Apple, conosciuta come FAANG.

Le due sigle indicano quei titoli che hanno contribuito in modo decisivo al rally di Wall Street, nel corso di quest’anno, preservando un mercato toro che dura ormai da otto anni e mezzo.

Ma per Morgan Stanley esistono anche i FANG europei: la banca fa un parallelismo tra il trend delle quattro azioni scambiate a Wall Street e quello di quattro indici azionari in Europa. L’elemento in comune è rappresentato dal fatto che in tutti questi casi gli asset hanno sovraperformato il mercato.

I FANG europei sono esattamente, per Morgan Stanley, le borse di Francia, Austria, Olanda (Netherlands, dunque N) e Germania: nel suo outlook per il 2018, gli analisti della banca si riferiscono a questi quattro mercati azionari, facendo notare che gli indici relativi sono balzati al valore più alto in Europa rispetto agli ultimi 10 anni.

E’ arrivato, di conseguenza, il momento di sottopesare tali azioni.

Graham Secker, responsabile della divisione di strategia sull’azionario di Morgan Stanley, spiega che il consiglio “non ha nulla a che vedere con motivi di natura politica. Semplicemente, quando guardo a questi mercati, rilevo che alcuni paesi core sono andati estremamente bene. E non sempre i movimenti dei corsi azionari sono stati sostenuti dal trend degli utili, in modo particolare nel caso della Francia”.

Per tutti e quattro gli indici, Morgan Stanley ribadisce così il rating “underweight”.

E’ stato di fatto un anno molto positivo per i FANG europei; il Cac 40 della borsa di Parigi è balzato del 10% dall’inizio dell’anno; l’ATX della borsa austriaca ha segnato un rally del 28%, l’AEX Index della borsa di Amsterdam ha fatto +12% e il Dax tedesco è salito del 13%.

A confronto, l’indice di riferimento dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600 Index, è avanzato del 6,7%.

Ma Morgan Stanley non consiglia di uscire dall’azionario europeo in generale. Tutt’altro. A suo avviso altre borse versano in una condizione di ipervenduto.

“C’è la periferia, colpita dai sell off. Crediamo a tal proposito che la Spagna sia davvero interessante per chi voglia posizionarsi nel lungo periodo, visto che non crediamo che ci sarà un impatto prolungato sui fondamentali economici da quanto sta accadendo in Catalogna”, ha fatto notare Secker.

Secondo lo strategist, tra i mercati azionari migliori in Europa del 2018 figura, oltre l’Ibex, anche la borsa di Zurigo, grazie alla solidità dell’economia e all’outlook ribassista che Morgan Stanley ha sul franco svizzero.

Più in generale, la banca è positiva sull’azionario europeo (a parte gli indici FANG), guardando al prossimo anno, e prevede un rialzo del 6% per l’MSCI Europe.

“Il motivo per cui crediamo che l’Europa sia più interessante ora è perchè ha sottoperformato i mercati globali in modo piuttosto notevole, nel corso degli ultimi sei mesi. Tatticamente, si tratta di un mercato ipervenduto“.

I numeri parlano chiaro: lo Stoxx 600 ha perso l’1,6% negli ultimi sei mesi, a fronte del +8,4% dell’indice S&P 500 e del +7,2% dell’MSCI World Index.

A livello settoriale, Morgan Stanley è overweight su energia, assicurazioni, banche, mercato immobiliare e beni di consumo, inclusi beni alimentari e tabacco, bevande e prodotti per la casa.

La banca è underweight invece su auto, beni capitali, servizi per i consumatori, retail, tech, trasporti, farmaceutici e tlc.