Morgan Stanley: l'Italia rischia di nuovo

Inviato da Luca Fiore il Lun, 04/02/2013 - 19:36
"Now we're getting worried", ora ci stiamo preoccupando. È così che si intitola il report preparato da Laurence Mutkin, rate strategist di Morgan Stanley. La tesi centrale di Mutkin è che il calo del rischio sistemico sovrano non poggia su motivazioni reali e che quindi il momento di grazia per i mercati europei potrebbe essere al capolinea.

Ovviamente i pericoli maggiori riguardano Italia e Spagna i cui rendimenti dei titoli di Stato potrebbero tornare sotto i riflettori e minare la fragile ripresa delle maggiori economie del Club Med. Sono due i fattori destinati a innescare la nuova fase della crisi del debito: il rafforzamento della moneta unica e la risalita dei tassi interbancari.

Fed e BoJ favoriscono l'apprezzamento dell'Euro
Sul valutario le ultime settimane sono state caratterizzate dall'avanzata dell'euro, vittima designata della nuova "guerra delle valute" innescata dalle politiche ultra espansive messe in campo dalla statunitense Federal Reserve e dalla Bank of Japan.

Mutkin ritiene che la crescita della moneta unica, salita ai massimi dal novembre 2011 contro il dollaro e a livelli che non si vedevano dall'aprile 2010 nel cross con la divisa nipponica, sia destinata a ridurre le esportazioni Eurolandia e a penalizzare quindi le economie, come quella italiana e quella spagnola, a minore competitività.

I rimborsi Ltro ridurranno la liquidità
Il secondo elemento destinato a innescare la nuova fase della crisi del debito è rappresentato dalla ripresa dei tassi interbancari. Il calo della liquidità provocato dai rimborsi dei prestiti elargiti tramite Ltro (Long term refinancing operation), dovrebbe, secondo Mutkin, favorire un rialzo dei tassi di mercato.

Quello che normalmente è visto come un segnale di normalizzazione, per lo strategist porterà a un inasprimento delle condizioni del credito ed è destinato a zavorrare la ripresa europea, non ancora in grado di poter sostenere un rialzo del costo del denaro.
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